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Iniziò il suo approccio con il mondo delle corse a dieci anni come meccanico specializzato in meccanica da competizione. Arrivò a lavorare con il famoso preparatore Virgilio Conrero a Torino in Italia, e praticò il kart come alternativa accessibile ai suoi mezzi, arrivando a far parte del team francese per i Mondiali di Kart. Vinse facilmente la Prova “Volant Shell” nel 1972 e partecipò l’anno successivo alla Formula Renault vincendo anche lì. Debuttò in Formula 1 molto tardi (all’età di trent’anni) al Gran Premio del Belgio 1978, conquistando la sua prima vittoria al Gran Premio del Brasile 1980, al volante della Renault, in coppia con il connazionale Jean-Pierre Jabouille. Conquistò un amplia fama dovuta soprattutto a un memorabile duello ruota a ruota con il focoso Gilles Villleneuve, domato alla fine sulla pista di Digione in Francia. I loro giri finali sono da brivido: entrambi rallentati da problemi tecnici alle rispettive vetture, si scontrano più volte, attaccandosi e difendendosi curva a curva come spadaccini da 300 all’ora. Il duello fra Villeneuve e Arnoux a Digione ’79 è uno dei momenti storici |
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della Storia della Formula 1. Piccolo, duro, ammiccante e sorridente, che passeggiava per il paddock con un barboncino in braccio, René Arnoux aveva vinto fino ad allora 4 Gran Premi con la Renault Turbo. Lasciò la squadra dopo velenose polemiche con il compagno di squadra e connazionale Alain Prost. Arrivò nella squadra del Cavallino Rampante a 35 anni dopo la scomparsa di Villeneuve e al sesto di attività in Formula 1, “con la fama a lui un po' indigesta di animale della velocità”, raccontava Enzo Ferrari. “Da noi si dimostrò molto veloce”, è il ricordo di Ferrari, “e anche dotato di un'istintiva intelligenza agonistica. Si esaltava nella competizione diretta, quando sentiva giunto il momento di piazzare l'acuto”. Nel primo anno con le monoposto del Cavallino, 1983, ne piazzò tre, vincendo con le 126C2 e C3 i Gran Premi del Canada, di Germania e di Olanda, e si prese quattro “Pole Position”. Ma l'anno dopo, messo in ombra da Michele Alboreto, con due soli secondi posti, sembrò a Ferrari demotivato: “legittimò con i suoi comportamenti la convinzione che i Gran Premi non fossero più la sua aspirazione primaria”. All'inizio del 1985, dopo due uscite di pista nelle prove del Gran Premio del Brasile (il suo 32° per la Ferrari, concluso al 4° posto), l'improvviso licenziamento dopo velenose polemiche. Arnoux passò successivamente alla Ligier e corse fino al 1989 senza vittorie, raggiungendo un totale di 149 Gran Premi. René Arnoux non fu mai Campione del Mondo in Formula 1 ma sarà parte dell’élite reale per il suo carattere combattivo, per essere stato pilota della Ferrari e per molte corse memorabili. Di lui si può dire che si tratta del classico talento sprecato: un talento che avrebbe potuto portarlo molto più in là delle sette vittorie ottenute.
Fonti consultate:
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