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Uno spirito libero, un pilota capace di attuare diverse tattiche di gara a seconda delle circostanze, un personaggio anche fuori dai circuiti. Patrick Depailler cominciò la sua carriera con la scuola di Formula 3 francese, al volante di una Alpine-Renault (1967-1969). Prese anche parte a gare sportive. Nel 1970 passò alla Formula 2 con la Elf-Pygmeé, ma fu un insuccesso e, come se non bastasse, alla fine del Campionato ebbe un incidente da cui uscì vivo per miracolo. La Elf continuò ad appoggiarlo nel 1971, stavolta con una Tecno, ma fu un altro disastro. In quell’anno, comunque, vinse il Campionato francese di Formula 3. Nel 1972, dopo il successo nel Gran Premio di Monaco di Formula 3 e in seguito ad altri risultati positivi in quella categoria, riuscì a disputare due Gran Premi di Formula 1 con la Tyrrell-Ford, con una terza vettura schierata dal “Boscaiolo” in occasione della trasferta nordamericana di fine stagione. Nel 1973, tuttavia, dovette rassegnarsi di nuovo alla Formula 2. La sfortuna che accompagnò il francese per tutta la vita si manifestò ancora, stavolta con una frattura alla gamba in un incidente di |
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moto,impedendogli di partecipare ai due Gran Premi in Nord America per i quali aveva firmato con la Tyrrell. Nel 1974 tornò alla Tyrrell insieme al sudafricano Jody Scheckter e conquistò la Pole Position nel Gran Premio di Svezia, la prima di un pilota francese in Formula 1. La sorte gli arrise anche in Formula 2, dove vinse quattro gare. Patrick Depailler rimase alla Tyrrell nelle tre stagioni seguenti e ottenne sette volte il secondo posto al traguardo, prima di conquistare la tanto agognata vittoria al Gran Premio di Monaco 1978. L’anno seguente passò alla Ligier, con la quale ottenne solo una vittoria, nel Gran Premio di Spagna a Jarama, e rimase terzo in classifica fino a quando ebbe un grave incidente nelle Prove del Gran Premio di Francia. Nel 1980, ormai in via di guarigione, firmò per l’Alfa Romeo e dovette guidare una monoposto per niente affidabile. Proprio quando stava cominciando a fare progressi, nel corso di Prove private ad Hockenheim qualcosa non funzionò: si ruppe una sospensione e perse il controllo dell’auto, andando a schiantarsi a gran velocità contro le barriere di protezione. Per lui non ci fu niente da fare. Era il primo agosto del 1980. Verrà sempre ricordato come un pilota battagliero, leale, simpatico: uno dei più amati dai colleghi e dal pubblico.
Fonti consultate:
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