Alan Jones

Nato a Melbourne (Australia) il 02.11.1946

 

Figlio di Stan Jones, celebre pilota australiano degli anni Cinquanta, lasciò la scuola per lavorare con il padre nella sua concessionaria Golden (che vendeva le vetture della Opel in Australia). Gareggiò con una Mini e poi con una vecchia Cooper, fino ad arrivare in Inghilterra per poi scoprire che non aveva denaro nemmeno per permettersi una Ford. Ma nel 1970 ritornò insieme al suo connazionale Brian McGuine e acquistò una Brabham di Formula 3. Alan e sua moglie Beverly vivevano in ristrettezze economiche, dato che la maggior parte dei loro introiti era destinata alle corse. Dopo una breve parentesi in Formula Atlantic e una gara in Formula 5000, nel 1975 Jones approdò finalmente in Formula 1, nel Gran Premio di Spagna al Montjuich, grazie a Hillary Stiller e alla sua Hesketh, anche sei il suo miglior risultato per quell’anno lo conquistò con una Embassy Hill in Germania.

Vinse la Champion Race nel 1975 con una Surtees, team che lo ingaggiò per l’intera stagione, ma attriti con il numero uno della squadra determinarono il suo licenziamento a fine stagione. In quella stagione,

 

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Carriera

Jones aveva corso anche con la Lola, per poi accordarsi nel 1977 con la Shadow per sostituire Tom Pryce deceduto nell’assurdo incidente del Gran Premio del Sud Africa.

E alla Shadow, Jones regala in Austria l’unico successo in Formula 1 di questa scuderia. Nel 1978 l’australiano passa alla Williams, creando un sodalizio con patron Frank che mette in crisi il compagno di squadra, l’argentino Carlos Reutemann, che nel 1981 si sentirà tradito dalla squadra nella sua lotta al Titolo, sempre contro Piquet. A sua volta, Jones accusa Reutemann di non aver favorito lui, Campione del Mondo in carica, a difendere il Titolo conquistato l’anno precedente. Insieme a Jack Brabham, Alan Jones è l’unico pilota australiano ad essersi aggiudicato il Titolo iridato, anche se il suo connazionale si è imposto per tre volte contro l’unico successo del suo emulo nel 1980. Con “Black Jack”, Alan Jones non ha in comune solo il passaporto, ma anche la stessa determinazione e un carattere analogo: schivo, duro, viscerale e quasi scorbutico. Possedeva una grande resistenza fisica e molto coraggio. In pista, Jones evidenzia le stesse caratteristiche del suo predecessore, non dimostrandosi mai domo, oltre ad essere un avversario ostico per chiunque. Ne sa qualcosa Nelson Piquet che, in lotta con l’australiano per il Campionato del Mondo di Formula 1 1980, viene mandato contro il muro senza tanti complimenti nella gara di Montreal. Alan Jones si aggiudica così il suo primo ed unico Titolo Mondiale Piloti conquistato in carriera, con ben cinque vittorie nella stagione 1980. Nella stagione successiva, nel 1981, il duello per il Titolo si trasforma in una lotta fra Jones e Reutemann.

Di questa lotta tra compagni di squadra ne approfitta Nelson Piquet, che conquista il primo Titolo Piloti al volante della Brabham-Ford. Le polemiche che ne derivano portano Reutemann ad abbandonare la squadra e la Formula 1, salvo poi ripensarci per i soli due Gran Premi della stagione successiva. Anche Jones si ritira. Ma ci pensa anche lui dopo un anno sabbatico, dopo aver partecipato ad alcune prove con la Porsche in Australia. Si accorda con la scuderia Arrows con la quale disputa però il solo Gran Premio di Long Beach nel 1983. Altri due anni di silenzio, ed ecco di nuovo l’australiano sulla scena: questa volta è al volante di una Lola del team Haas. Tre sole gare nel 1985 e tutto il Campionato della stagione successiva. L’ultima: a fine anno, Alan Jones torna in Australia a fare “il contadino” nella sua tenuta agricola. Successivamente prese parte a diverse gare di Turismo in Australia, in un’occasione addirittura con una propria squadra.

 

Fonti consultate:
“Storia della Formula 1” di P. Casamassima;
“Auto da Corsa” – Fabbri;

 

 

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