Niki Lauda

Nato a Vienna (Austria) il 22.02.1949

 

Di famiglia ricca e contraria alla sua passione, Niki Lauda esordì ugualmente nelle corse a 18 anni, precisamente nel 1969, in gare di Formula 3 e sportive. Nel 1971 partecipò al Campionato di Formula 2, autofinanziandosi grazie al credito di una banca. In quella stessa stagione, all’età di 22 anni, debuttò in Formula 1 nel Gran Premio di casa, in Austria, al primo dei 171 Gran Premi della sua gloriosa carriera (25 vittorie, 24 "Pole Position"). All’inizio, pur non riportando risultati eccezionali, venne ingaggiato per la stagione successiva dal team March. Quella stagione fu veramente disasntrosa, anche se in Formula 2 fu all’altezza della sua classe, un po’ come il suo connazionale Jochen Rindt.

Nel 1973 firmò per la BRM, pagando per ogni Gran Premio disputato, un sistema funzionale ma anche svilente. Ma le cose presto sarebbero cambiate: nel 1974 Enzo Ferrari affiancò a Clay Regazzoni, dietro suo suggerimento, quel ragazzo dalla fisionomia conigliesca ma dal cuore deciso. Lauda, con la 312 B3, batté in quell'anno il maestro Clay per due vittorie a una e per 9 "Pole Position" a una.

 

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Carriera

"Apparve subito un giovane serio, puntiglioso nella messa a punto della vettura che gli riusciva istintiva, naturale", così lo valutava Ferrari. "In poco tempo divenne un grande, intelligente pilota". Nel 1975 con la 312 T vinse 5 Gran Premi e il suo primo titolo mondiale. Si sarebbe ripetuto l'anno dopo, senza il terribile incidente del Nürburgring: Niki fu estratto dalla vettura in fiamme dal collega Arturio Merzario, riportò bruciature al volto e perse un orecchio. Tornò in pista, ma nella gara decisiva in Giappone, sotto un diluvio furioso, volle fermarsi per la paura del violento acquazzone.

La sua decisione di fermarsi lo portò in una brutta situazione con la stampa italiana, che lo accusò si scarso coraggio e impegno. Niki Lauda si potrebbe definire uno stratega in pista e fuori; il suo temperamento lo portò spesso a preoccuparsi più di guidare in sicurezza che vincere titoli. Seppe anche muoversi nel campo degli sponsor e il suo successo fu tale che ancora oggi ne raccoglie i frutti. Nel 1977 si ripresentò del tutto rinfrancato e con la 312 T2 fu di nuovo Campione del Mondo. Lasciata la Ferrari (per la quale aveva corso 57 Gran Premi) alla fine del 1977, la leggenda di Lauda si completò con il ritiro dalle corse al termine della stagione 1979, dopo alcune stagioni alla Brabham. Fondò la compagnia aerea Lauda Air, impegnandosi nella gestione della sua azienda. Convinto da Ron Dennis a tornare nel grande Circus al volante della McLaren, fece il suo grande e chiaccherato ritorno nel 1982. Conquistò il terzo titolo mondiale nel 1984, con un vantaggio di appena mezzo punto sul compagno di squadra Alain Prost. Si ritirò al termine della stagione 1985, stanco e ormai demotivato, per poi tornare nel 1992 come dirigente della Ferrari e commentatore della televisione austriaca.

Successivamente, ha assunto la responsabilità della Jaguar Racing ma gli scarsi risultati del team lo hanno costretto a lasciare la squadra inglese.

 

Fonti consultate:
“sotria della formula uno” di P. Casamassima;
“Auto da Corsa” – Fabbri;
"Tutto il mondo della formula uno 1950-oggi" di R.W. Schlegelmilch

 

 

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