Nigel Mansell

Nato a Upton on Sevren (Inghilterra) il 08.08.1953

 

A giudicare dal suo palmares, che è sotto gli occhi di tutti, Nigel Mansell può essere collocato fra i sei piloti più forti di tutti i tempi. Grande pilota, fu spesso tradito dalla sfortuna, ma meritò il soprannome di “Leone d’Inghilterra” per la caparbia volontà di spendersi interamente in ogni minuto di guida, in prova come in corsa: 187 Gran Premi di Formula 1 dal 1980 al 1995, con 32 “Pole Position”, 31 vittorie e 32 incidenti; Campione del Mondo di Formula 1 nel 1992 con la Williams-Renault. È stato definito come un grande pilota dalla piccola testa, tutto istinto e combattività, e come vaso cinese per la fragilità delle ossa. Ottimo giocatore di golf e molto simpatico e dolce con i bambini. Si sposò all’età di diciotto anni con Rosanne e iniziò fra mille difficoltà la strada verso la Formula 1. Completati gli studi in ingegneria, ottenne un impiego dignitoso, lo integrò con un altro da addetto delle pulizie per poter finanziare la sua prima stagione in Formula Ford 1600. Quando i soldi non furono più sufficienti per andare avanti, sia lui che la moglie furono d’accordo nel vendere la casa per consentirgli di terminare la Stagione. Nel 1977 si infortunò la schiena ma vinse ugualmente il Titolo.

 

Clicca sulle immagini
per ingrandirle

 


 

 

 


 

 

 


 

 

Carriera

Innumerevoli le lesioni vertebrali riportate in quell’anno, che non gli impedirono tuttavia di partecipare a 50 gare vincendone 20 con il collo quasi spezzato. Nel biennio 1978-79 corse in Formula 3 distinguendosi dagli altri piloti per la tenacia e la volontà di riuscire. Ottenne così un contratto da titolare in Formula 1, alla guida della Lotus-Ford dell’inglese Colin Chapman. Il suo esordio, al Gran Premio d’Austria 1980, non fu così fortunato.

Una perdita di benzina all’interno dell’abitacolo lo costrinsero a percorrere una gara in sofferenza, con dolori e bruciature al fondoschiena. Tempo dopo, sempre alla guida della Lotus, si spezzò la cervicale. Nella squadra inglese, Mansell resta fino al 1984, soffrendo la concorrenza interna del compagno di squadra Elio De Angelis. Sfortunatissimo fu il Gran Premio degli Stati Uniti 1984 disputato sul circuito cittadino di Dallas. Dopo una gara dominata dall’inglese, all’ultima curva dell’ultimo giro resta senza benzina. Scende dalla vettura e comincia a spingerla fino al traguardo, ma sviene per la stanchezza e per la fatica. Nel 1985 approda alla Williams e vince la sua prima gara al Gran Premio d’Europa disputato sul circuito inglese di Brands Hatch. La Stagione successiva evidenziò le grandi doti del pilota inglese, affiancato dal due volte Campione del Mondo Nelson Piquet. Fra i due nasce una grande rivalità che caratterizzerà le annate a seguire. L’assenza di Frank Williams, che incorse in un terribile incidente stradale in Francia, lasciò libertà ai due piloti Williams di giocarsi il Campionato di Formula 1 1986 sino alla fine e senza ordini di scuderia. Mansell perse il titolo a favore di Alain Prost (McLaren-TAG Porche) all’ultima gara ad Adelaide a causa dell’esplosione in pieno rettilineo di una gomma che doveva essere sostituita. L’anno successivo fu il favorito numero 1 nella corsa per il Titolo. Inflisse a Piquet un’umiliazione micidiale con un sorpasso a ruote inchiodate al Gran Premio d’Inghilterra a Silverstone, ma perse nuovamente il Titolo in Giappone in seguito ad un grave incidente che lo costrinse ad un periodo di convalescenza.

Con la perdita dei motori Honda, la Stagione 1988 per Mansell fu da dimenticare. La scarsa potenza ed affidabilità della vettura lo indussero ad accettare le offerte della Ferrari. Piaceva a Enzo Ferrari: “È uno dei più forti, ha coraggio, dà ogni volta tutto e quando fa il ragionatore si capisce che fa violenza al suo istinto”. Nella squadra del Cavallino Rampante Mansell arrivò nel 1989, dopo la morte del Drake di Maranello. Vinse al debutto con la rossa di Maranello (dotata del nuovo sistema dela cambio dietro al volante) nel primo Gran Premio della Stagione, a Rio De Janeiro. Vi restò per due stagioni, una con Gerhard Berger e una con Alain Prost, raccogliendo tre vittorie in totale. Rispetto alla pedante metodicità di Alain Prost (con il quale venne subito a conflitto nel Gran Premio del Portogallo 1990) faceva stridente contrasto nelle prove: 5 giri e via, “per fare andar forte la macchina lui preferiva metterci tutto del suo”, ricordano i tecnici della Ferrari. Famosi in quegli anni i duelli con Senna e Prost. Ma anche alla Ferrari fu sfortunato come in passato e, in una sfuriata dettata dalla delusione, decise di ritirarsi a fine anno. Cambiò successivamente idea e tornò alla Williams a fianco dell’italiano Riccardo Patrese. Sfortunatissimo fu il Gran Premio del Canada 1991. Dopo una gara dominata dall’inglese, all’ultimo giro si ferma con problemi di elettronica mentre salutava la folla. Inflisse a Senna un’umiliazione micidiale con un sorpasso sul bagnato a ruote inchiodate al Gran Premio di Spagna a Barcellona. Perse il Titolo per tanta sfortuna nella Stagione 1991 ma si rifece con tanti interessi l’anno successivo.

La Stagione di Formula 1 1992 fu un monologo Mansell: nove vittorie (di cui cinque consecutive) e quattordici “Pole Position” su sedici lo consacrarono Campione del Mondo con la super-tecnologica Williams-Renault FW14B. Contrasti con Frank Williams lo indussero a lasciare la squadra per andare a correre in America nel Campionato di Formula Indy nel 1993 (che prontamente vinse). Nel 1994 venne richiamato alla Williams su pressione della Renault dopo la morte di Ayrton Senna per sostituire David Coulthard. La sua Stagione fu zeppa di errori e delusioni. Vinse la sua ultima gara al Gran Premio d’Australia 1994, prova conclusiva del Campionato, dopo il duello fra Michael Schumacher e il compagno di squadra Damon Hill, che vide il tedesco Campione del Mondo per la prima volta dopo un incidente con l’inglese. Ingaggiato dalla McLaren-Mercedes su pressione della Marlboro per la Stagione 1995, ebbe subito dei contrasti con Ron Dennis a causa dei problemi carenti della nuova vettura, con una scocca non adatta alle sue dimensioni. Prima del Gran Premio di Montecarlo, ormai stanco e demotivato, decise di lasciare la Formula 1: definitivamente.

 

Fonti consultate:
“sotria della formula uno” di P. Casamassima;
“Auto da Corsa” – Fabbri;
"Quattroruote Formula 1" - 1999

 

 

>>Guarda anche: <<

 

 

HOME