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Considerato di fatto austriaco, Karl Jochen Rindt era nato invece a Mainz, in Germania, da dove, piccolissimo, era stato portato in Austria, a Graz, da sua nonna, dopo la morte dei suoi genitori av-venuta in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. |
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faceva danzare fra una curva e l’altra. La consacrazione a livello internazionale arriva nel 1964, quando in una gara di Formula 2 a Crystal Palace, Jochen Rindt mette in riga Campioni del calibro di Jim Clark, Graham Hill e Denis Hulme. Prestazione che gli spalanca la porta in Formula 1, in cui debutta nel Gran Premio di casa, in Austria, di quello stesso anno, con una Brabham noleggiata dal privato Rob Walker, che lo avrebbe portato alla Cooper. Nelle prove, Colin Chapman, aumentò la superficie portante dell’alettone posteriore delle due Lotus, aggiungendo della lamiera supplementare, unita all’alettone originale soltanto da pezzi di nastro adesivo. In gara, Graham Hill, compagno di squadra di Rindt, perde l’alettone posteriore al nono passaggio e distrugge la macchina. Meccanici e tecnici della Lotus giungono sul posto, constatando che la causa dell’incidente è l’alettone supplementare. Fanno gesti a Rindt affinché si fermi ai box e non prosegua la gara in condizioni pericolose per se e per gli altri. Rindt non vede le segnalazioni e prosegue fino a quando, al 20° passaggio, la sua Lotus perde a sua volta l’appendice posteriore. L’incidente è ancora peggiore di quello occorso a Hill. Una volta staccato l’alettone, la Lotus di Rindt decolla sui detriti della monoposto gemella e finisce a testa in giù in uno spettacolare incidente. Le ruote si staccano e solo una fortunata coincidenza evita la strage. Rindt se la cavò con la frattura del setto nasale, ma non si perse d’animo e, alla fine della stagione vinse il Gran Premio degli Stati Uniti a Watkins Glen La leadership nel Campionato successivo è vista come una cosa del tutto scontata dall’ambiente, così come scontata appare la vittoria finale. Il suo è un caso unico in cinquant’anni di Storia della Formula 1: all’austriaco, infatti, va il Titolo iridato del 1970 quando il fortissimo pilota della Lotus è già morto da quasi due mesi: esattamente dal 5 settembre. Un incidente che oggi si risolverebbe con un frettoloso ritorno ai box da parte del pilota per utilizzare il muletto, ma nel 1970, le monoposto di Formula 1 erano lontane anni luce da quei parametri di sicurezza adottati nel corso degli anni successivi, e Rindt fu l’ennesima vittima di una Formula 1 tanto veloce quanto pericolosa. Rindt non poté dunque gioire perché fermato a Monza da un destino che aveva deciso diversamente per lui. Da un punto di vista statistico, Rindt non è stato uno dei più grandi, con un totale di 1905 chilometri in testa, 10 Pole Position e 6 vittorie per 60 Gran Premi. Era destinato a grandi cose in questo sport, e lo sapeva.
Fonti consultate:
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