Keke Rosberg

Nato a Stoccolma (Svezia) il 06.12.1948

 

Nato a Stoccolma in Svezia, da genitori finlandesi, fu per tre volte Campione di Kart in Finlandia. Più tardi passò in Formula Vee e fu Campione della Super Vee nel 1975. L’anno dopo gareggiò in Formula 2, per poi recarsi, grazie a Fred Opert, in Nuova Zelanda, dove vinse il Campionato Stuyvesant. In seguito ritornò a correre nella Formula 2 europea e disputò anche la Labat’s Atlantic negli Stati Uniti. Nella sola stagione 1978 prese parte a quaranta gare, concentrandosi nel 1979 sulla Can-Am. La carriera in Formula 1 del finlandese iniziò nel Gran Premio del Sud Africa nel 1978, dove aveva debuttato con la scuderia asiatica Theodore, per poi proseguire nella stagione con l’ATS e la Wolf, cui rimarrà legato anche per l’anno successivo. Nel 1980, Rosberg approda alla Fittipaldi, in un team che però non ha certo i mezzi per puntare ai risultati, e le due stagioni che Keke passa alla scuderia brasiliana ne sono una riprova.

Nel 1982 si presenta una grossa occasione con la Williams che, persi Alan Jones e Carlos Reutemann, è alla ricerca di un pilota in grado di lottare

 

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Carriera

per il Titolo.

La Formula 1 è piena di stranezze, ma quella che riguarda Keke Rosberg (il suo vero nome è Keijo) merita di essere sottolineata: la caratteristica che distingue il finlandese è quella di essere un pilota irruento e sempre votato alla battaglia all’arma bianca, con una guida spettacolare e tempestosa, esattamente opposta a quella di piloti riflessivi capaci però di portare sempre a casa il risultato. Per intenderci, l’opposto di una condotta di guida che ha contraddistinto Jackie Stewart, Alain Prost, Niki Lauda e Nelson Piquet: i cosiddetti “ragionieri”, coloro i quali non concedevano nulla allo spettacolo, rinunciando anche a un’incerta vittoria per mettere al sicuro un risultato meno clamoroso ma sempre redditizio alla fine dei conti. Eppure, Keke Rosberg è con Mike Hawthorn l’unico pilota ad essersi aggiudicato il Campionato del Mondo con una sola vittoria stagionale: un fatto che non deve ingannare, perché lo stile di guida del finlandese non è mai sostanzialmente mutato nel tempo. Sono state invece le circostanze a produrre tale situazione in quel 1982 incredibile e terribile. In quella stagione, la Ferrari può puntare decisamente al Titolo grazie alla 126 C2 affidata a Gilles Villeneuve e Didier Pironi, ma a Maranello deve rinunciare prima al canadese, che perse la vita durante le prove a Zolder in Belgio, e poi al francese, che si fratturò le gambe durante le prove a Hockenheim in Germania. Fatti dolorosi che aprono la strada alla corsa verso l’iride di Rosberg, che se ha una sola vittoria all’attivo (Gran Premio di Svizzera a Digione), può contare su numerosi piazzamenti: quelli che alla fine fanno la differenza. La monoposto non è delle più veloci ma il suo punto di forza risiede nell’affidabilità. Conquistato il Campionato, Rosberg resta alla Williams ma viene messo in ombra dall’inglese Nigel Mansell. Decide di passare alla McLaren per l’anno successivo, in sostituzione di Niki Lauda che ha appeso il casco al chiodo, gesto che compie anche il finlandese (almeno per quanto riguarda la Formula 1) alla fine della stagione che vede il suo compagno di squadra, Alain Prost, bissare il Titolo Mondiale, mentre lui deve accontentarsi del sesto posto in classifica generale.

Nel 1991 tornò a gareggiare insieme a Yannick Dalmas con una Peugeot nel Campionato del Mondo di auto sportive e vinse due prove. Lasciò questa competizione per passare al Campionato tedesco di Turismo DTM, conciliando questo impegno con la sua attività di manager delle giovani promesse finlandesi Mika Hakkinen e JJ Lehto. Fondò una propria squadra DTM con auto Opel e nel 1995 smise definitamene di gareggiare. Attualmente segue la carriera automobilistica del figlio diciassettenne Nico Rosberg e del pilota di Formula 1 Olivier Panis.

 

Fonti consultate:
“Storia della formula uno” di P. Casamassima;
“Auto da Corsa” – Fabbri;
"The Concise Enciclopedia of Formula 1" di Parragon;

 

 

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