Michael Schumacher

Nato a Hurt-Hermulheim (Germania) 03.01.1969

 

Il 3 gennaio del 1969 a Hurt Hermuhleim (frazione di Kerpen a Colonia, in Germania) Rolf Schumacher e la signora Elizabeth (morta il 20 aprile del 2003), poco più che ventenni, danno alla luce un bambino di 3 chili e mezzo con un grande futuro negli occhi… Il suo nome: Michael Schumacher.
Papà Rolf è un lavoratore dell’edilizia e mamma Elizabeth lavora da commessa in una macelleria.
Per il suo quarto compleanno i genitori decidono di regalargli un Kart a pedali che però ben presto verrà modificato da Rolf con un motore di una falciatrice, la vettura diventa il giocattolo preferito di Michael che lo usa sempre nel giardino di casa.

Il 30 gennaio 1976 con la nascita di Ralf, per incrementare le entrate economiche Rolf cerca un altro lavoro e si stabilisce in una pista di Kart di Sindorf, vicino Kerpen, qui porta con se anche il piccolo Michael che inizia a girare in pista dalla mattina alla sera, scuola permettendo… E’ l’inizio della sua grande carriera sportiva.

 

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Carriera

Michael non sfugge agli occhi di Jurgen Dilk, agente di commercio appassionato di automobilismo, il quale contro il parere della signora Elizabeth, ma con il consenso di papà Rolf gli farà da tutore per una stagione agonistica, convinto che il ragazzo abbia la stoffa per emergere…
Infatti non si sbagliò poiché nel 1984 Michael divenne campione tedesco Junior di Kart come l’anno seguente…

Nello stesso 1985 subentra una scelta difficile in casa Schumacher, infatti Michael, compiuti i 16 anni, avrebbe diritto a correre tra i professionisti e non più nelle categorie riservate ai ragazzini; i genitori sono contrari in quanto preferirebbero che il ragazzo si diplomi in Perito meccanico (visti anche i costi delle competizioni) lo stesso Michael si era trovato un lavoro da meccanico in una officina della Volkswagen per attutire le spese, ma adesso la scelta era importante…. La gloria o il fallimento; ancora una volta Dilk fa la sua parte sostenendo che si sarebbe occupato di persona di seguire Michael in tutte le trasferte coprendogli le spese; Michael non sta nella pelle, abbandona così gli studi e si dedica a tempo pieno alle corse. Nel 1986 è terzo nel campionato tedesco senior di Kart e nel 1987 è primo!
Il salto di qualità avviene nel 1988 quando disputa il campionato di Formula Konig (dove finisce primo) e la Formula Ford europea (dove finisce secondo). Nell’autunno dello stesso anno conosce Willy Weber (manager di una scuderia privata) qui Michael fa gola a Weber che durante un G.P. a Salisburgo lo vede correre e decide che il ragazzo deve guidare per lui. Partecipa così nel 1989 al campionato di Formula 3 dove si classifica secondo dietro a Karl Wendlinger. Nel 1990 si classifica primo al campionato di Formula 3 e partecipa anche ad alcune gare (vincendo in Messico) del mondiale Sport prototipi con la Mercedes.

Nel 1991 avviene il suo debutto in Formula 1 al volante di una Jordan dopo aver disputato un non brillante campionato nella serie Sport Prototipi. Il suo avvio in Formula 1 è straordinario, conquista il settimo tempo in prova al G.P. del Belgio e ai Gran Premi successivi conquista anche i suoi primi punti mondiali al volante di una Benetton diretta da Flavio Briatore.
Dopo appena 1 anno ottiene già la prima vittoria proprio sul circuito che lo ha visto debuttare, la mitica pista di Spa (vincitore assoluto 6 volte come nessuno). Finisce la stagione al terzo posto davanti a Senna (non male per un debuttante).
Nel 1993 si riconferma vincitore di un G.P. (Portogallo) e nel 1994 conquista il suo primo titolo mondiale, con non pochi contrasti con la F.I.A.; infatti Michael al G.P. di Gran Bretagna, ampiamente in vantaggio sulla classifica mondiale rispetto a Damon Hill (maggiore antagonista dopo la scomparsa di Senna al G.P. di San Marino) con sei vittorie ed un secondo posto, durante la procedura di partenza che lo vedeva partire secondo alle spalle dello stesso Hill, sorpassa per ben due volte il medesimo e la direzione gara gli infligge cinque secondi di stop-and-go ai box. Le fasi successive della gara sono confuse: secondo il team Benetton, i commissari di gara non comunicano subito la penalità, e in pista Michael non dà segno di volerla scontare; gli viene esposta la bandiera nera, ma il pilota effettua altri sei giri prima di rientrare ai box. Terminerà poi la gara al secondo posto. Per questo comportamento scorretto la federazione gli annulla il secondo posto e lo squalifica per due G.P.: quello di Italia e del Portogallo. Una sanzione che influisce molto nel campione tedesco, come la squalifica dopo la vittoria al G.P. del Belgio per fondo vettura consumato. Malgrado queste vicissitudini Michael vince lo stesso il titolo con un punto di vantaggio su Hill. Nel 1995 è di nuovo campione senza troppi problemi; è in questa stagione che a detta del sottoscritto disputa il suo più bel G.P. (fino ad ora): Belgio (Spa),dopo una stupefacente rimonta dal 16esimo posto e con un duello straordinario sotto la pioggia, dove ridicolizza Hill resistendo ai suoi attacchi con le gomme da asciutto, Schumi stravince magistralmente.
Nel 1996 passa alla Ferrari riportandogli il titolo nel 2000 (dopo 21 anni).
Per la verità l’avvio a Maranello non è stato dei più facili (visto le precedenti imprese) vittima anche di una vettura poco affidabile e competitiva… ma il tedesco non impiega molto a centrare comunque le prime vittorie arrivando dopo un solo anno (nel 1997) a giocarsi il titolo nell’ultima gara del mondiale; proprio al G.P. d’Europa (Jerez de la Frontiera) si ha il gesto più oscuro della carriera di Michael, infatti con un punto di vantaggio sul suo avversario Villeneuve, detentore della pole, gli sarebbe bastato precederlo o quantomeno sperare nel suo ritiro per portare a casa il suo terzo titolo… Gia dalla partenza Schumi passa in testa ma al 48 giro la sua Ferrari comincia a rallentare e l’inseguitore Villeneuve si appresta ad attaccarlo: al momento del sorpasso, il ferrarista gli chiude la traiettoria, e dopo un urto Schumacher finisce fuori pista, Villeneuve indisturbato taglia il traguardo in terza posizione aggiudicandosi il titolo. La Federazione punisce il nostro cancellandolo dalla classifica iridata; restano comunque validi tutti i suoi risultati ottenuti.
Nel 1998, il campionato vede una lunga rincorsa del tedesco ai danni della McLaren di Mika Hakkinen, si ha però nel G.P. del Belgio un episodio che caratterizza in negativo il mondiale del ferrarista, infatti sotto un violento temporale lo scudiero di Hakkinen, Coulthard, al 24esimo giro rallenta vistosamente lungo il rettilineo, Schumacher si appresta a doppiarlo ma la scarsissima visibilità rende inevitabile l’impatto (complice anche il fanalino posteriore spento della McLaren) il tedesco va su tutte le furie scatenando una semi-rissa ai box. La Federazione giudica l’impatto un normale incidente di gara e non prende provvedimenti.
Anche nel 1999 la stagione non è delle migliori… al G.P. di Gran Bretagna a Silverstone nel corso del primo giro rimane vittima di un incidente alla curva Stowe, in seguito al quale riporta la frattura di tibia e perone della gamba destra. La F.I.A. analizza i dati della scatola nera: il pilota ha urtato la barriera di protezione di gomme a 107 Km/h, le ruote anteriori si sono bloccate a 240 Km/h in seguito alla perdita di pressione del circuito posteriore dei freni, provocata dall’allentamento della vite di spurgo della pinza sinistra. La stagione per Michael è finita; ritorna per gli ultimi due G.P. conquistando in entrambi la pole e il secondo posto, contraddicendo le voci che lo davano vicino al ritiro; Alla fine di questo anno è comunque il più vittorioso dei piloti Ferrari nella storia della Formula 1.
Dal 2000 in poi colleziona solo titoli mondiali battendo record su record.

Quello che più stupisce di questo campione è il fatto di come sia riuscito ad ottenere sempre validi risultati, anno dopo anno, pur non ottenendo un mezzo all’altezza della situazione, come per esempio la stagione 1996 dove veniva fresco di due titoli mondiali, consapevole della difficoltà del suo compito non si è mai scomposto, non ha mai criticato la squadra ed ha ottenuto risultati che nessun altro pilota nella storia della Formula 1 è riuscito ad ottenere. Con la vettura competitiva invece (1995,2001,2002) è riuscito ad ottenere record impensabili per qualsiasi altro pilota; si contano sulle punte delle dita quelli che gli rimangono da conquistare.
Capace di imprese bellissime (soprattutto sul bagnato, Belgio1995, Spagna 1996, Monaco 1997, Belgio 1997, e sull’asciutto Ungheria 1998) ha tenuto alto il nome dei miti della Formula 1 entrandoci di diritto.
Vai campione…. Non fermarti MAI…….

 

Testi di Marco Renzi

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