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John Surtees è entrato nella Storia delle discipline motoristiche per aver trionfato prima sulle due ruote poi sulle quattro. Cominciò a gareggiare con le moto nel 1951 con la Norton, per poi passare all’italiana MV Agusta, con cui vinse sette Titoli Mondiali tra il 1956 e il 1960. Nei primi anni Sessanta ebbe inizio la sua carriera automobilistica. La prima partecipazione ufficiale fu a Goodword, in Formula Juniores, dove portò al successo una monoposto di Ken Tyrrell. Dopo aver corso con la Vanwall e con l’Aston Martin, acquistò una Cooper di Formula 2 quando Colin Chapman gli offrì di guidare la sua Lotus 18 di Formula 1. Al suo secondo Gran Premio giunse secondo al traguardo, e al terzo sfiorò la vittoria. Testardo, rifiutò di rinnovare il contratto con la scuderia Lotus per il 1961 e andò alla Yeoman Credit, che utilizzava una Cooper T53. La squadra assunse il nome di Bowmaker nel 1962 e si affidò alla Lola; “Big John” si dette molto da fare e arrivò a un passo dalla vittoria in un Gran Premio. Questi risultati gli valsero la chiamata di Enzo Ferrari nel 1963. |
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Quell'anno con la Ferrari 156 di Formula 1 vinse il Gran Premio di Germania al Nürburgring ed ebbe successi anche con le vetture Sport. Enzo Ferrari apprezzava "la tecnica, la passione e la serietà: studiava ogni metro della pista, meticoloso, e non era mai contento della macchina perché sapeva che in meccanica c'è sempre qualche cosa di più da scoprire". Nel 1964 la Ferrari schierò la nuova Tipo 158: Surtees con due vittorie (al Nürburgring e a Monza) arrivò a giocarsi il Titolo Mondiale in lotta con Jim Clark (Lotus) e Graham Hill (BRM). Si laureò Campione del Mondo, approfittando anche della collaborazione del compagno di squadra Lorenzo Bandini nell'ultimo Gran Premio, in Messico. Nello stesso anno ebbe un grave incidente durante le prove del Gran Premio del Canada a Mosport. L'anno seguente fu negativo per la Ferrari, ma il 1966, con la nuova 312 di 3 litri, sarebbe stato quello sicuro per un secondo Titolo. Surtees, invece, dopo due soli Gran Premi con una vittoria al Gran Premio del Belgio, nel diluvio di Spa-Francorchamps, lasciò la squadra per screzi interni con il Direttore Sportivo Eugenio Dragoni. Passò alla Cooper-Maserati e vinse l’ultimo Gran Premio della Stagione in Messico. Si aggiudicò, inoltre, la serie americana Can-Am con la Lola. Il momento più difficile arrivò con la Honda, nel 1967: un progetto che la scuderia nipponica abbandonerà dopo un anno in seguito agli scarsi risultati ottenuti in pista. La vettura, dotata di un motore Honda RA302 raffreddato ad aria, si rivelò un disastro. Nonostante ciò Surtees vinse il Gran Premio d’Italia 1967 regalando la seconda vittoria della Storia della Honda. La BRM lo ingaggiò nel 1969, ma in considerazione degli scarsi risultati Surtees decise di crearsi una scuderia propria nel 1970 dopo aver disputato alcuni Gran Premi con la McLaren. Rimase in attività fino al 1972, quando scelse di dedicarsi solo alla direzione della sua squadra. Gli sponsor lo abbandonarono alla fine del 1978 e poco dopo l’ex Campione ebbe anche problemi di salute (i postumi dell’incidente a Mosport gli causavano ancora fastidi); decise allora di chiudere la sua scuderia. Se si guarda il suo Palmares, si nota un gran numero di piazzamenti e un piccolo numero di vittorie. Fu il suo limite e la sua forza: uno dei piloti più regolari della Storia della Formula 1, con pochi guizzi vincenti.
Fonti consultate:
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