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La diversità di Nuvolari e Varzi come piloti è speculare alla loro diversità come uomini. Achille Varzi amava la bella vita, i begli alberghi, i bei vestiti. Varzi era il freddo, il calmo, il compatto, il deciso. La freddezza nell’impostare le curve ad alta velocità, la conoscenza meccanica del mezzo ed un’astuta tattica di gara lo rendono in corridore estremamente “scientifico”. Achille Varzi ebbe molti successi nella sua carriera: vittoria alla Targa Florio 1930 davanti alle Bugatti, tre volte Campione Italiano, nel 1929, 1930 e 1934. Il suo maggior rivale fu, Tazio Nuvolari, con il quale diede vita ad appassionanti duelli alla Mille Miglia, per citarne uno. Ed è questa sua maniacale passione per tutto ciò che è bello, tanto da pretendere che la sua auto sia sempre lucida e perfetta, che lo fa restare di sasso quando incrocia la bellezza di una donna: Lil, il diminutivo di Ilse Hubach, la bellissima moglie del pilota tedesco Paul Pietsch. E se ne innamora: da quel momento ha occhi e pensieri solo per lei, alimentando uno scandalo che ormai sta per scoppiare. Varzi è sempre più isolato e più ombroso. |
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Un atteggiamento che però non può essere causato solo dalla reazione con la bella Lil. E infatti c’è dell’altro: nella Gara di Tripoli, nel 1936, Varzi è primo con due decimi di secondo di vantaggio su Hans Struck, anch’egli al volante di una Auto Union. Italo Balbo, Governatore italiano della Libia, brinda a Struck indicandolo come il vincitore morale della corsa. Considerando anche i rapporti stretti quanto in sudditanza che intercorrono fra l’Italia Fascista e la Germania Nazista, è sempre bene tenersi buono il forte alleato teutonico. Varzi non gradisce la cosa, si allontana furioso dal ricevimento. Raggiunta l’amata Lil, si lascia andare allo sconforto e alla rabbia. Per calmarlo, la bella Lil gli offre una dose di morfina (di cui lei fa uso per sedare i dolorosi disturbi renali di cui soffre). A questa prima volta ne seguono altre, la prima delle quali è in concomitanza con il Gran Premio di Tunisi, dove Varzi ha il primo incidente della sua vita finendo in un campo di cactus e rimanendo sconvolto dell’accaduto. Da quel momento, inizia per il campione di Galliate una china che lo porta a diventare irriconoscibile anche per gli amici più intimi: del Varzi di un tempo non c’è più traccia, a cominciare della trascuratezza della sua stessa persona. Agli eccessi di chiacchere, seguono repentine cadute d’umore, che lo portano ad essere sgarbato e solitario con chi gli si avvicina. Una caduta che si riflette anche sulla sua carriera, fino ad arrivare a disertare alcune gare, compreso il Gran Premio di Germania, importantissimo per l’Auto Union di cui è uno dei piloti ufficiali. Preoccupato, Peter Glaser, medico dell’Auto Union, riesce a rintracciarlo a Roma, convincendolo a riaprire i contatti con la squadra. Varzi si presenta così a Pescara per la Coppa Acerbo, dove arriva terzo. Ma alla vigilia del Gran Premio di Svizzera, lo scandalo scoppia in tutta la sua virulenza, con Karl Feueressen, direttore sportivo dell’Auto Union, che scopre Achille Varzi in un albergo romano insieme a Lil: il pilota ha lo sguardo fisso, gli occhi arrossati, i capelli scomposti. È ormai schiavo della morfina, l’unica cosa che davvero gli interessa. Varzi è costretto a ricoverarsi in una clinica svizzera, dove spende un patrimonio per sottoporsi a una lunga cura di disintossicazione mentre, oltre alla licenza di pilota e alla patente di guida, gli viene ritirato anche il passaporto. Nel Giugno 1938 viene interdetta a Ilse Hubach la possibilità di varcare il confine per vedere il suo amante. Ma Lil riesce comunque a inviare ad Achille Varzi la morfina nascondendola nelle boccette di profumo inviandole per posta. Varzi viene scoperto e allontanato anche dalla clinica svizzera e, portato in un posto segreto nel modenese: non rivedrà più la sua amante. Lil, che ormai ha divorziato dal marito, viene trovata per strada, in camicia da notte e con l’arteria radiale recisa. Tempo dopo la donna venne poi barbaramente assassinata, pare per una vendetta ordita da un gerarca nazista geloso. Ripresosi completamente, il 27 Luglio 1940 Achille Varzi sposa Norma Colombo, la sua prima donna dopo l’incontro con Lil, e conduce con lei una tranquilla vita borghese, sottolineata anche dalla mancanza di gare a causa della Guerra. Nel 1945 termina il secondo conflitto mondiale e si può finalmente tornare all’attività agonistica. Varzi si unisce con l’Alfa Romeo che, con il modello 158, dominerà gare su gare. Ma il 1 Luglio 1948, nel corso delle prove del Gran Premio d’Europa e di Svizzera, Achille Varzi esce di strada con la sua Alfetta sulla pista di Bremgarten, forse a causa di un fondo stradale sconnesso a causa della pioggia, e trova la morte schiacciato dalla sua vettura. Aveva 44 anni. In oltre vent’anni di carriera, quello era il suo secondo incidente quando trovò la «Bella Morte». Durante la sua lunga carriera, Achille Varzi aveva istituito una scuola di pilotaggio in Sud America dove, proprio lì, si farà le ossa un altro grande asso del volante: Juan Manuel Fangio.
Fonti consultate:
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