cenni biografici a cura di Luigi Cerone
Con appena 23 corse alle spalle, peraltro né in Formula 3 né in Formula 3000, il giovane Raikkonen approda nel 2001 alla categoria regina, reclutato da Peter Sauber. Il boss svizzero, criticato per una scelta che ai più pare avventata, dice del prodigio finlandese: "Ha un atteggiamento molto professionale e una maturità sorprendente per la sua età. E' naturalmente veloce, sembra effettuare i tempi migliori senza sforzo. Non abbiamo mai avuto l'impressione che avesse raggiunto i suoi limiti, a differenza di altri piloti".
Dopo una sola stagione trascorsa in forza alla Sauber, il talentuoso finnico viene ingaggiato dalla McLaren, che lo blinda con un contratto di 6 anni, intravedendo in lui l'erede del connazionale Hakkinen. Al volante della monoposto anglo-tedesca, Kimi, aiutato da un self-control tipicamente nordico, si dimostra perfettamente all'altezza: nel 2003 lotta addirittura per il titolo con Michael Schumacher, fino all'ultima gara. Il 2004, invece, non è altrettanto positivo, a causa di una vettura che denota scarsa affidabilità; Kimi riemerge solo nel finale, aggiudicandosi la gara di Spa.
Con Maranello ormai all'orizzonte, la chiusura del periodo McLaren non è entusiasmante: nel 2005, beffato ancora da numerosi cedimenti meccanici, perde un titolo ampiamente alla portata (è Alonso ad approfittare dei suoi guai), nel 2006 centra 6 podi ma non il gradino più alto. Nel 2007 diventa uomo Ferrari in sostituzione del ritirato Schumacher e, al termine di un campionato a dir poco rocambolesco, caratterizzato dalle spiate McLaren e dai conseguenti veleni, riesce finalmente a coronare il sogno iridato: la cornice è un indimenticabile GP del Brasile, lo sconfitto è il sorprendente Hamilton, miglior debuttante della storia che va in pappa con la testa proprio sul più bello dopo aver a lungo condotto il Campionato.