6 Aprlie 2008
ore 12.30
Il
mondiale targato 2004 ha offerto agli appassionati di F1 due
appuntamenti agonistici insoliti, il Gp del Bahrein e il Gp
della Cina. Due competizioni che hanno rappresentato l'ennesima
scommessa di Bernie Ecclestone in un sistema sempre più
alla ricerca di nuovi mercati in cui soddisfare investimenti
economici ed esigenze di marketing. L'organizzazione di questi
eventi sportivi ha centrato l'obiettivo generando quei risultati
che ci si attendeva alla vigilia e lo stato arabo, in particolare,
ha risposto con grande professionalità ed entusiasmo
al richiamo della massima formula ottenendo una sistemazione
definitiva nel grande circus. Nel 2004, in occasione del primo
Gp del Bahrein, la macchina organizzativa diretta da Philippe
Gurdijian ha fatto le cose in grande tanto da meritarsi il premio
FIA per la migliore organizzazione rispetto a tutte le altre
prove iridate. Un risultato notevole che ha confermato l'impegno
di tutti coloro i quali si sono adoperati nella realizzazione
dell'evento e che ha ottenuto un ulteriore suggello nella stagione
2006 con l'assegnazione della prova inaugurale del campionato.
Per chi non lo sapesse, il Bahrein è un arcipelago situato
nel Golfo Persico, al largo delle coste arabe. Esso consta di
ben 33 isole tra cui spicca proprio quella del Bahrein, luogo
in cui si svolge la terza prova del campionato 2008. Si tratta
di un territorio caratterizzato da un clima temperato con estati
torride e inverni piuttosto miti. Logica conseguenza di ciò
è la scarsità delle precipitazioni, sia a carattere
piovoso che temporalesco. Il pericolo pioggia, quindi, dovrebbe
essere scongiurato nel weekend della corsa. Al di là
di questo c'è da segnalare che, per la prima volta, la
F1 ha bussato con successo alle porte di uno stato arabo dopo
i vani tentativi dei primi anni '80. Paese dalle grandi contraddizioni,
in cui povertà e ricchezza vivono a stretto contatto,
il Bahrein si segnala per un'economia che ha nell'estrazione
di gas naturali e petrolio il suo punto di forza. Molto importante
è anche il contributo offerto dalle industrie alimentari
e di alluminio mentre altre risorse preziose per il territorio
sono costituite dal turismo, particolarmente sviluppato, e dalle
attività finanziarie dirette dai grandi magnati. Per
quanto riguarda il tracciato ci troviamo di fronte ad un impianto
molto interessante dal punto di vista tecnico che abbiamo avuto
modo di apprezzare fin dalla prima edizione. "La pista
del deserto", come viene definita, fa parte di una struttura
avveniristica che comprende cinque diversi percorsi. Il circuito
su cui verrà disputato il Gp è stato progettato
dallo stesso ingegnere tedesco (Herman Tilke) che ha ideato
le piste di Sepang, Shangai e Istanbul.
La
pista presenta un andamento molto lineare nella percorrenza
con alcuni spettacolari saliscendi che stuzzicano la visione
prospettica delle vetture. Inoltre è caratterizzato da
una serie di curve medio-veloci intervallate da due violente
staccate. Il tutto raccordato da quattro rettilinei in cui il
sorpasso è un'operazione più che fattibile. Un'occasione
unica per i piloti, in tal senso, è offerta dal lungo
rettifilo dei box che misura circa un km di lunghezza. Complessivamente
si può parlare di una pista abbastanza veloce e stimolante
che spezza la monotonia presente in altri tracciati. Nel 2005
le medie sul giro hanno superato di gran lunga i 205 km/h ma
a partire dall'anno successivo, con i motori V8 dietro le spalle,
le prestazioni si sono logicamente ridotte. L'incidenza sull'innalzamento
dei tempi potrà anche essere maggiore quest'anno con
le drastiche limitazioni sull'elettronica ma l'altissimo livello
di sofisticazione tecnica presente oggi in F1 potrà anche
riuscire a compensare in buona parte la differenza. Le regolazioni
di assetto privilegiano carichi alari di media incidenza in
quanto, oltre alla parte mista, esiste la concreta possibilità
di scaricare la potenza sui numerosi rettilinei. La presenza
di sabbia sull'asfalto proveniente dal vicino deserto, infine,
può divenire un problema molto serio, soprattutto per
quanto concerne le gomme che, accumulando impurità, sono
soggette ad un rapido deterioramento. Lo scorso anno abbiamo
assistito ad una gara dominata dall'inizio alla fine da Felipe
Massa su Ferrari F2007. Tre anni fa, invece, l'appuntamento
in terra araba venne funestato dalla morte di Giovanni Paolo
II. Tutto il mondo sportivo (e non) si fermò in segno
di rispetto. La F1 non se ne fece un problema scrivendo una
delle pagine più vergognose della sua storia. Ancora
oggi quell'atteggiamento costituisce una macchia da censura.
E non tiene la scusa del danno economico. Anche gli altri sport
avevano (e hanno) lo stesso problema eppure, in quella circostanza,
si fermarono. La F1, invece, non lo fece. Perche?.
Lunghezza: 5,417 km
Distanza: 57 giri pari a 308,769 km
ESORDIO IN F1: 2004
RECORD
In Prova: F. Alonso (Renault R25) in 1'29"848,
media 217,047 km/h (2005)
In Gara: M. Schumacher (Ferrari F2004) in 1'30"252,
media 216,074 km/h (2004)
Sulla Distanza: M. Schumacher (Ferrari F2004)
in 1h 28'34''875, media 208,976 km/h (2004)