Autodromo di Spa-Francorchamps
(a cura di Alessandro Crupi)

 

 

 







 




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Lunghezza: 6,968 km
Distanza(giri): 44
Distanza(km): 306,592
ESORDIO IN F1: 1950

RECORD
In Prova: J.Trulli (Renault R24) in 1'56"232, media 215,972 km/h (2004),
In Gara: K. Raikkonen (mclaren Mp419-D) in 1'45"108 km/h, media 238,931 km/h (2004),
Sulla Distanza: K. Raikkonen (mclaren Mp419-D) in 1h32'35''274 km/h, media 189,824 km/h (2004),



7 Settembre 2008 ore 14.00 - Autodromo di Spa (Spa-Francorchamps)

Dopo un anno di assenza (2006), la gloriosa pista di Spa-Francorchamps si è nuovamente affacciata in pianta stabile nel calendario dei gp. Quando si parla del circuito belga occorre tuffarsi nella storia di questo sport. Come Monza e Montecarlo, Spa è l'unico tracciato che ha vissuto l'evoluzione della F1. Nel 1950 il Gp del Belgio si correva da queste parti e ancora oggi, nel 2008, ad oltre mezzo secolo di distanza, nonostante i grandi cambiamenti imposti dal corso dei tempi, Spa è ancora presente nel grande Circus.

Il circuito, situato tra le colline delle Ardenne nei pressi dell'omonima cittadina di Spa a circa 50 km da Liegi, è stato costruito nel 1924. All'epoca il disegno della pista era molto diverso da quello attuale. Si trattava di un percorso immenso (14,175 km) stile Nurburgring ma che, a differenza del colosso tedesco, faceva registrare medie orarie spaventose. Era, dunque, una pista spettacolare e veloce che però non garantiva ai piloti la necessaria sicurezza per la propria incolumità. Fino al 1978, la configurazione di Spa non venne minimamente toccata e nel 1960, in occasione del gp, Chris Bristow e Alan Stacey persero la vita tragicamente in due spaventosi incidenti. Per avere un'idea delle velocità che si raggiungevano sul vecchio circuito belga basta riportare un dato. Nel 1970, anno dell'ultima apparizione di questa versione della pista, Chris Amon al volante della sua March ottenne il giro più veloce a 244,744 km/h di media!.
Da allora sono trascorsi 35 anni. Provate ad immaginare quali rilievi velocistici potrebbero raggiungersi oggi con oltre 800 cavalli dietro la schiena e con gli enormi progressi compiuti nella costruzione dei telai e nel settore dell'aerodinamica. Quella Spa leggendaria era una pista d'altri tempi. Tra rettilinei interminabili e curvoni da brivido il circuito era uno spettacolo di tecnica e fantasia. Ma, ad un certo punto, la modernità impose le sue regole e per restare nel giro iridato anche il tracciato belga dovette adeguarsi. Nel 1979, infatti, avvenne la svolta. Su sollecitazione delle autorità sportive Spa fu sottoposto alle cure del "chirurgo plastico" e circa la metà del vecchio percorso venne smantellata. Al suo posto apparve una nuova struttura che ha svolto un ruolo di raccordo con il circuito precedente. Gli unici elementi di contatto con il passato sono lo stretto tornantino della Source dove allo start le vetture rischiano il contatto in un tremendo imbuto, la terribile esse dell'Eau Rouge e i curvoni Stavelot e Blanchimont.
A tuttoggi Spa vanta 41 presenze nella massima formula e il nuovo circuito che ha rimpiazzato la vecchia pista dal 1983 ha rappresentato un cambiamento epocale ma sicuramente non un taglio netto con il passato.

All'inizio degli anni '80 è stato costruito un tracciato di 6,949 km che, fino al 2001, non ha subito modifiche particolari mentre, nel 2002, qualche lieve variazione ha portato la lunghezza a 6968 metri. Nel 2007 sono stati apportati ulteriori ritocchi con la nuova e più lenta esse Bus Stop ma, nonostante tutto, Spa rimane un circuito da scoprire e in cui i piloti più dotati possono ancora inventarsi qualcosa ed esprimere il loro valore aggiuntivo. Nel raggio di 6 km, c'è tutto: i rettilinei, i tornanti lenti e stretti e i curvoni veloci. Un tracciato completo che costituisce una vera rarità nel panorama degli impianti che ospitano oggi i bolidi di F1. Rispettando la tradizione del passato le medie sul giro sono molto elevate e la pista offre diverse opportunità di sorpasso. La staccata della Source, il lungo rettilineo del Kemmel e il velocissimo tratto che introduce alle chicanes Bus Stop sono punti ideali per effettuare manovre di sorpasso. In questo contesto non mancano neppure le curve insidiose in cui è richiesta una particolare abilità. Su tutte la esse dell'Eau Rouge, "ingentilita" durante gli anni ma sempre insidiosa e composta da una micidiale sinistra-destra-sinistra in salita che alcuni piloti riescono a percorrere in pieno e dove la compressione e la forza centrifuga raggiungono picchi elevatissimi. In questo tratto è essenziale essere puliti nelle traiettorie per non sbilanciare la monoposto. Basta, infatti, una piccola indecisione per mandare in crisi la vettura e perdere il controllo con conseguenze potenzialmente drammatiche. Nel 1993 e nel 1999 Zanardi e Villeneuve hanno rischiato di rimetterci la pelle in due incidenti tanto spettacolari quanto spaventosi. Il maestro dell'Eau Rouge era Gherard Berger che riusciva ad affrontare questo temibile e velocissimo mix di curve con il piede a tavoletta. Ma Spa, come detto, non è solo l'Eau Rouge. Ci sono anche le doppie curve in appoggio di Pouhon, veloci ed impegnative e il curvone Stavelot in cui l'equilibrio del telaio è fondamentale. Una caratteristica singolare di Spa è la variabilità delle condizioni meteorologiche. Da queste parti non è difficile imbattersi in improvvisi acquazzoni nel bel mezzo della gara. Inoltre, può accadere che alcune zone della pista siano bagnate ed altre asciutte nello stesso tempo. Ciò è favorito dalla particolare situazione ambientale delle Ardenne e dalla lunghezza del circuito. In una pista caratterizzata prevalentemente da rettilinei e curve veloci, si predilige un assetto scarico o medio con un carico alare medio-basso per ottenere buoni riscontri velocistici. Da segnalare, infine, che Michael Schumacher è il re indiscusso di Spa. Tra i boschi delle Ardenne, il tedesco ha vinto ben 7 gare su 14 partecipazioni.

Lunghezza: 7,004 km
Distanza: 44 giri pari a 308,176 km
ESORDIO IN F1: 1950

RECORD
Il circuito ha subito sostanziali modifiche nel 2007 pertanto i record, riferiti agli anni precedenti, hanno poca valenza a partire da questa stagione. Di seguito, comunque, riportiamo i migliori tempi registrati fino al 2005 (nel 2006 non si è corso) e quelli dello scorso anno come nuovo metro di paragone.

Fino al 2007:
In Prova: J. P. Montoya (Mclaren Mp4/20-Mercedes) in 1'46"391, media 236,050 km/h (2005),
In Gara: K. Raikkonen (Mclaren Mp4/19/D-Mercedes) in 1'45"108 km/h, media 238,931 km/h (2004),
Sulla Distanza: K. Raikkonen (Mclaren Mp419/D-Mercedes) in 1h 30'01''295, media 204,568 km/h (2004),
Nel 2007:
In Prova: K. Raikkonen (Ferrari F2007) in 1'45"994, media 237,885 km/h
In Gara: F. Massa (Ferrari F2007) in 1'48"036, media 233,388 km/h
Sulla Distanza: K. Raikkonen (Ferrari F2007) in 1h 20:39.066, media 229,266 km/h


- LA PREPARAZIONE FISICA DEL PILOTA

«E un tracciato «tosto» ma fisicamente non pone grandi problemi. La principale difficoltà è la lunghezza della pista. Sul giro bisogna dare il massimo durante 2 minuti, ovvero almeno 40 se­condi in più rispetto a un circuito normale. Si de­ve quindi essere in grado di affrontare in apnea un giro di pista molto più lungo del solito. Apnea non significa che non si respira per niente, ma in un giro di qualifica si sente il battito cardiaco che sale e si produce molta adrenalina. A questo scopo si fanno specifici esercizi di preparazione che si chiamano «fartleck»: sono corse ripetute. Si com­pie uno sforzo per un determinato tasso di tempo. Poi, ci si riposa per un certo tasso di tempo — in funzione del soggetto — e poi si ricomincia. Per tante volte quanto il proprio livello di preparazio­ne lo consente. Facevo lo stesso tipo di esercizi anche per prepararmi alla Maratona di New York. In gara, invece, Spa è meno impegnativa».




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