2 Novembre 2008
ore 19.00 - Autodromo di Interlagos (Carlos Pace)
La
storia del Gp del Brasile transita necessariamente dal circuito
di Interlagos. È proprio su questa pista, situata in
un sobborgo di San Paolo, che il paese sudamericano fece il
suo debutto in F1. L'evento accadde nel 1973 e fu celebrato
con grande clamore dagli sportivi brasiliani. Il loro entusiasmo
salì poi alle stelle nel momento in cui l'idolo dei tifosi
carioca Emerson Fittipaldi tagliò per primo il traguardo
precedendo il suo tradizionale rivale per la corsa al titolo:
Jackie Stewart. Il simpatico "Emmo" venne celebrato
come un eroe appena sceso dalla sua vettura. La pista di Interlagos,
dunque, non poteva ricevere battesimo migliore per il suo esordio
in F1 pur se il 1973 non rappresentò propriamente "la
prima volta" ufficiale del circuito sotto le insegne del
Circus iridato.
Già l'anno prima gli organizzatori della corsa avevano
allestito il tracciato per ospitare una sorta di gara-test con
lo scopo di saggiare l'effettiva possibilità di inserire
la competizione nel calendario della stagione successiva. Una
simile procedura era allora molto comune per qualsiasi paese
che richiedeva una presenza in F1.
In
ogni caso, da quel 1973, Interlagos avrebbe ospitato le monoposto
da Gran Premio in 6 occasioni. Poi, a partire dal 1981, fu il
circuito di Jacarepaguà a prendere il sopravvento. Le
scarse misure di sicurezza avevano anche determinato l'esclusione
di Interlagos dal grande giro. Così, per tenersi al passo
con i tempi, venne avviata un'imponente opera di rinnovamento
sull'intero impianto e, nel 1990, l'autodromo ricevette il sospirato
beneplacito dalla Federazione per rappresentare in pianta stabile
la gara brasiliana del campionato fino ai giorni nostri. Tra
le curiosità di Interlagos non si possono certo dimenticare
i tre successi consecutivi ottenuti dai piloti brasiliani nel
magico triennio '73, '74 e '75. In questa speciale classifica
relativa a questo periodo primeggia Fittipaldi con due vittorie
seguito da Carlos Pace (alla cui memoria fu poi intitolato il
circuito). Strutturalmente la pista può essere suddivisa
in due configurazioni: 1 e 2. L'odierno percorso non è
che l'ultima versione del tracciato. Dal 1973 al 1980, infatti,
le vetture si sono sfidate su un circuito che sviluppava 7960
metri e tanta fantasia. Era caratterizzato da una prima parte
velocissima, in cui si distinguevano tre lunghi rettilinei spremi-motore
e da un tratto misto in cui emergevano due bellissimi curvoni
avvolgenti e una serie di tornantini lentissimi che precedevano
il rettilineo del traguardo.
La cosiddetta pista 1 era un percorso impegnativo, originale
e dotato delle tipiche peculiarità dei circuiti "old-style".
La velocità media sul giro (per l'epoca) era abbastanza
sostenuta (oltre 190 km/h) mentre destava particolare interesse
il lunghissimo curvone posto dopo il breve rettilineo parallelo
alla "Reta Opposta". In quel punto il bilanciamento
del telaio, la capacità del pilota di mantenere una traiettoria
costante e la resa delle gomme erano fattori determinanti per
impostare la corretta percorrenza della monoposto.
Tutto
questo fino al 1980. A partire dal decennio successivo, infatti,
la F1 si esibisce nella configurazione 2. La differenza che
balza subito all'occhio è la notevole riduzione della
lunghezza. Oltre tre km della vecchia pista sono stati cancellati
con un'estensione complessiva di 4340 metri in luogo dei precedenti
7960. Le modifiche hanno interessato in particolare la zona
occupata dai suddetti curvoni. Una sezione certamente spettacolare
ma anche pericolosa e, quindi, inadatta alle esigenze della
F1 moderna. È stata, inoltre, introdotta una "esse"
in discesa (denominata "esse Senna" a seguito della
morte del campione brasiliano) dopo il traguardo in un punto
che era precedentemente interessato da due brevi curve di raccordo.
La restante zona mista non ha subito cambiamenti ed è
aumentata, nel contempo, la velocità di percorrenza,
grazie anche allo sviluppo tecnico delle monoposto. La caratteristica
singolare del circuito brasiliano è l'irregolarità
del manto stradale che costringe gli organizzatori a riasfaltare
periodicamente la pista. Nel complesso, Interlagos è
un tracciato medio-veloce che offre diverse opportunità
di sorpasso utilizzando i due rettilinei e le staccate delle
curve più lente. L'elisir della velocità su questa
pista va ricercato nel compromesso di assetto ottimale. Le curve
richiedono molta precisione in quanto il sottosterzo è
sempre in agguato e si rischia di andare fuori traiettoria con
evidente facilità. La "esse Senna" (o "Essedos
Senna" detto alla brasiliana) rappresenta il punto più
selettivo del circuito attuale. E' uno dei pochi tratti in cui
il pilota può fare la differenza disegnando autonomamente
la migliore linea di guida. I corridori lambiscono i cordoli
e si tuffano in piena accelerazione nel curvone a sinistra che
immette nella Reta Opposta.
Nonostante la scomparsa di una sezione molto spettacolare del
circuito, quindi, Interlagos rimane ancora oggi uno dei circuiti
più tecnici e interessanti della F1.
Lunghezza: 4,309
km
Dstanza: 71 giri pari a 305,909 km
ESORDIO IN F1: 1973
RECORD
In Prova: R. Barrichello (Ferrari F2004) in 1'10"646,
media 219,579 km/h (2004)
In Gara: J. P. Montoya (Williams FW26-Bmw) in
1'11"473, media 217,038 km/h (2004)
Sulla Distanza: J. P. Montoya (Williams FW26-Bmw)
in 1h 28'01''451, media 208,517 km/h (2004)