19
Ottobre 2008 ore 8.00
Lo
sbarco della F1 in terra cinese è avvenuto nel 2004 nell'ambito
di un'operazione cha ha indirizzato la classe regina dell'automobilismo
sportivo verso nuove realtà territoriali. L'arrivo del
grande Circus nella repubblica popolare, oltre a costituire
un evento di portata storica, ha reso merito ad uno stato che,
negli ultimi venti anni, è stato l'indiscusso protagonista
di uno sviluppo economico e sociale di eccezionale portata.
Per il paese più popoloso del mondo si tratta di un'occasione
unica per rafforzare la propria identità perfezionando
l'abbandono da quel roccioso isolamento che per secoli l'ha
escluso dai grandi traffici internazionali.
Da
qualche tempo a questa parte, la F1 è divenuto uno sport
di massa, estremamente seguito in qualunque angolo del globo
e capace di attrarre un grande giro di affari. Lo stato che
riesce ad occupare un posto nel calendario della FIA riceve
un ritorno economico e d'immagine notevole contribuendo ad alimentare
uno scambio di culture particolarmente proficuo che trascende
il puro fatto sportivo. Il gp si disputa sull'impianto di Shanghai,
situato nei pressi dell'omonima città asiatica. La F1
approderà nel luogo più industrializzato della
Cina. Shanghai, infatti, è il motore della vita commerciale
e degli investimenti produttivi nel settore siderurgico, metallurgico,
meccanico, automobilistico, aeronautico, navale, elettronico,
chimico, tessile nonché nella lavorazione del pesce e
del tabacco. La pista che ospiterà la penultima prova
del mondiale fa parte di un impianto faraonico, per la cui realizzazione
sono stati impiegati ingenti capitali. Ci troviamo di fronte
ad una sorta di paradiso tecnologico che insiste in una vasta
area naturale.
All'interno
si sviluppa un circuito di 5451 metri caratterizzato da due
rettilinei molto lunghi e da una serie di curvoni impegnativi.
Strutturalmente, il tracciato appare molto simile a quello del
Bahrein (non a caso è stato progettato dallo stesso ingegnere),
del quale ricalca le linee essenziali ad una minore velocità
di percorrenza, nonostante la media sul giro si mantenga comunque
oltre i 200 km/h. Come buona parte delle piste partorite dalla
mente di Hermann Tilke, anche Shanghai sembra coniugare fantasia
e linearità con un mix di tutti gli elementi tecnici
che caratterizzano un buon tracciato di F1. Grandi opportunità
di sorpasso vengono offerte dall'immenso rettilineo perpendicolare
a quello del traguardo mentre una violentissima frenata è
teatro di duelli a ruote fumanti. Molto suggestiva è
anche la curva sopraelevata che ricorda la famosa "Peraltada"
del circuito intitolato ai fratelli Rodriguez in Messico. Per
quanto concerne, invece, le regolazioni d'assetto, il consueto
compromesso di media incidenza alare risulta sempre utile per
un tracciato del genere in modo da favorire la necessaria tenuta
in curva. Essendo la penultima gara del campionato, il Gp della
Cina potrebbe rivelarsi una tappa fondamentale per le sorti
del mondiale 2008 e le incertezze climatiche sul territorio
tendono a creare un ulteriore fattore di rischio che può
condizionare non poco la competizione fra i pretendenti al titolo.
Lunghezza: 5,451 km
Distanza: 56 giri pari a 305,066 km
ESORDIO IN F1: 2004
RECORD
In Prova: R. Barrichello (Ferrari F2004) in 1'34"012,
media 208,735 km/h (2004)
In Gara: M. Schumacher (Ferrari F2004) in 1'32"238,
media 212,749 km/h (2004)
Sulla Distanza: R. Barrichello (Ferrari F2004),
1h 29'12"420, media 205,313 km/h (2004)
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