14 Settembre
2008 ore 14.00 - Autodromo di Monza
Monza
è il circuito per eccellenza. Un monumento storico che
riveste nello sport automobilistico mondiale una posizione di
primo piano. Stiamo parlando, infatti, di un tracciato conosciuto
in ogni angolo del globo e su cui è stata scritta buona
parte della storia delle corse. Assieme a Montecarlo, Le Mans
e Indianapolis, Monza può essere sicuramente annoverato
fra i colossi che hanno segnato l'automobilismo sportivo del
secolo appena trascorso.
Il "tempio della velocità" dimora nel grande
parco situato ad una manciata di chilometri dalla cittadina
lombarda e fu costruito dall'Automobil Club di Milano nell'estate
del 1922 in soli 110 giorni. Un mese dopo, l'impianto ospitò
il suo primo Gp d'Italia che registrava la vittoria di Pietro
Bordino su FIAT. La pista che accolse quella storica gara misurava
ben 10 km e comprendeva il tracciato stradale e un anello ad
alta velocità stile-Indianapolis il quale, da solo, sviluppava
ben 4250 metri. Quest'ultima sezione del circuito monzese era
caratterizzata da un manto stradale in cemento e da due curve
sopraelevate in cui la pendenza massima toccava gli 80°.
Tuttavia, a causa delle varie sconnessioni dell'asfalto che
creavano problemi non indifferenti al fisico dei piloti e alla
resistenza delle sospensioni, fu deciso di accantonare questo
tratto a partire dal 1962. In 85 anni di vita, la pista di Monza
ha sfoggiato complessivamente 14 diverse configurazioni ma la
fama di circuito ultra-veloce è rimasta immutata nel
tempo.
Proprio
le alte velocità raggiunte dalle monoposto furono, però,
la causa di alcuni incidenti mortali che spinsero le autorità
sportive ad intervenire pesantemente sul disegno dello stesso
impianto. Dal 1922 al 1971 i piloti, dopo aver affrontato la
Parabolica, percorrevano il tratto che si estendeva dal lungo
rettilineo del traguardo fino alla prima curva di Lesmo in piena
accelerazione e il piede destro veniva sollevato unicamente
qualche metro prima dell'ingresso del "Curvone". La
vertiginosa proliferazione delle appendici aerodinamiche e lo
sviluppo dei motori tra il '68 e il '71 incrementarono in modo
esponenziale la velocità delle monoposto. Così,
a partire dal 1972, l'edizione del Gp d'Italia si svolse su
una pista ampiamente modificata per accrescere gli standard
di sicurezza e rallentare le vetture.
I cambiamenti più eclatanti riguardarono l'introduzione
di una stretta chicane posta al centro del rettilineo dei box
e la creazione della cosiddetta "Variante Ascari"
che rimpiazzò l'omonima e velocissima curva esistente
fino a quel momento. Nel 1976 i lavori di ammodernamento del
tracciato furono ultimati con la costruzione della "esse"
dei box e della "Variante della Roggia". Il primo
tratto era composto da quattro curve molto lente in rapida successione
mentre la "Roggia", posizionata a pochi metri di distanza
dalle due di Lesmo, consisteva in una sinistra-destra da affrontare
in seconda marcia.
Questa configurazione della pista fu utilizzata fino al 1995,
anno in cui, a seguito delle tragiche morti di Ratzenberger
e Senna l'anno precedente, alcuni circuiti furono sottoposti
ad un intenso "restyling". Nonostante le numerose
modifiche del passato, Monza non fu risparmiata dalla trasformazione
generale che stava investendo la F1 di quegli anni. Venne deciso,
così, di ampliare la larghezza stradale del "Curvone"
per aumentare la via di fuga e di accorciare la seconda curva
di Lesmo, che divenne più lenta e stretta. Le variazioni
più recenti in ordine di tempo sono state effettuate
nel 2000. Le quattro curve che componevano la variante dei box,
ribattezzata "esse Goodyear", vennero sostituite da
due controcurve lentissime. Inoltre, anche la "Roggia"
subì un leggero intervento divenendo più scorrevole
e guidabile. Quest'ultima versione della pista sarà teatro
del prossimo Gp d'Italia.
Si
tratta di un percorso lungo 5793 metri in cui si toccano velocità
medie sul giro impressionanti. Nonostante i rallentamenti prodotti
dalle chicanes, infatti, il tracciato brianzolo rimane il più
veloce del mondiale. Nel 2004 Rubens Barrichello conquistò
la pole alla media record di 260,395 km/h, mentre Antonio Pizzonia
con la Williams ha fatto segnare la velocità massima
più elevata nella storia della F1 (368,8 km/h) alla staccata
della prima variante. Il rettilineo più lungo e maggiormente
adatto ai sorpassi è quello del traguardo ma ci sono
anche altri punti in cui è possibile superare come il
breve nastro d'asfalto che segue le due curve di Lesmo e il
rettifilo precedente la Parabolica. I punti più selettivi
del rinnovato circuito monzese sono la "Variante Ascari",
che presenta un rapido cambio di direzione e la famigerata "esse
Goodyear", modificata più volte e a cui si giunge
dopo una violentissima frenata.
Molto importante è anche la Parabolica dove il bilanciamento
della vettura è fondamentale per garantire un'ottima
uscita in piena accelerazione. Considerando la tipologia della
pista, infine, è facile intuire il tipo di assetto da
adottare.
A Monza, solitamente, si viaggia con un carico alare alquanto
ridotto sia all'anteriore che al posteriore utilizzando uno
schema di sospensioni piuttosto rigido. È ovvio che simili
regolazioni rendono le monoposto scivolose in curva (oltre che
sensibili) ma rapidissime nei lunghi rettilinei in cui i sorpassi
sono molto agevoli e dove è possibile guadagnare decimi
preziosi in prova. I freni, infine, sono costantemente sotto
torchio e, quindi, si fa uso di pastiglie di grosso spessore
per garantire una lunga durata.
Lunghezza: 5,793 km
Distanza: 53 giri pari a 306,720 km
ESORDIO IN F1: 1950
RECORD
In Prova: R. Barrichello (Ferrari F2004) in 1'20"089,
media 260,395 km/h (2004)
In Gara: R. Barrichello (Ferrari F2004) in 1'21"046,
media 257,320 km/h (2004)
Sulla Distanza: M. Schumacher (Ferrari F2003GA),
in 1h 14'19"838, media 247,585 km/h (2003)