Autodromo di Monza
(a cura di Alessandro Crupi)

 

 

 










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Lunghezza: 5,793 km
Distanza (giri): 53 giri
Distanza (km): 307,029 km
ESORDIO IN F1: 1950

RECORD
In Prova: Barrichello (Ferrari F2004) in 1'20"089, media 260,395 km/h (2004)
In Gara: Barrichello (Ferrari F2004) in 1'21"046, media 257,320 km/h (2004)
Sulla Distanza: M.Schumacher (Ferrari F2003GA), in 1.14'19"838, media 247,585 km/h (2003)


14 Settembre 2008 ore 14.00 - Autodromo di Monza

Monza è il circuito per eccellenza. Un monumento storico che riveste nello sport automobilistico mondiale una posizione di primo piano. Stiamo parlando, infatti, di un tracciato conosciuto in ogni angolo del globo e su cui è stata scritta buona parte della storia delle corse. Assieme a Montecarlo, Le Mans e Indianapolis, Monza può essere sicuramente annoverato fra i colossi che hanno segnato l'automobilismo sportivo del secolo appena trascorso.
Il "tempio della velocità" dimora nel grande parco situato ad una manciata di chilometri dalla cittadina lombarda e fu costruito dall'Automobil Club di Milano nell'estate del 1922 in soli 110 giorni. Un mese dopo, l'impianto ospitò il suo primo Gp d'Italia che registrava la vittoria di Pietro Bordino su FIAT. La pista che accolse quella storica gara misurava ben 10 km e comprendeva il tracciato stradale e un anello ad alta velocità stile-Indianapolis il quale, da solo, sviluppava ben 4250 metri. Quest'ultima sezione del circuito monzese era caratterizzata da un manto stradale in cemento e da due curve sopraelevate in cui la pendenza massima toccava gli 80°.
Tuttavia, a causa delle varie sconnessioni dell'asfalto che creavano problemi non indifferenti al fisico dei piloti e alla resistenza delle sospensioni, fu deciso di accantonare questo tratto a partire dal 1962. In 85 anni di vita, la pista di Monza ha sfoggiato complessivamente 14 diverse configurazioni ma la fama di circuito ultra-veloce è rimasta immutata nel tempo.

Proprio le alte velocità raggiunte dalle monoposto furono, però, la causa di alcuni incidenti mortali che spinsero le autorità sportive ad intervenire pesantemente sul disegno dello stesso impianto. Dal 1922 al 1971 i piloti, dopo aver affrontato la Parabolica, percorrevano il tratto che si estendeva dal lungo rettilineo del traguardo fino alla prima curva di Lesmo in piena accelerazione e il piede destro veniva sollevato unicamente qualche metro prima dell'ingresso del "Curvone". La vertiginosa proliferazione delle appendici aerodinamiche e lo sviluppo dei motori tra il '68 e il '71 incrementarono in modo esponenziale la velocità delle monoposto. Così, a partire dal 1972, l'edizione del Gp d'Italia si svolse su una pista ampiamente modificata per accrescere gli standard di sicurezza e rallentare le vetture.
I cambiamenti più eclatanti riguardarono l'introduzione di una stretta chicane posta al centro del rettilineo dei box e la creazione della cosiddetta "Variante Ascari" che rimpiazzò l'omonima e velocissima curva esistente fino a quel momento. Nel 1976 i lavori di ammodernamento del tracciato furono ultimati con la costruzione della "esse" dei box e della "Variante della Roggia". Il primo tratto era composto da quattro curve molto lente in rapida successione mentre la "Roggia", posizionata a pochi metri di distanza dalle due di Lesmo, consisteva in una sinistra-destra da affrontare in seconda marcia.
Questa configurazione della pista fu utilizzata fino al 1995, anno in cui, a seguito delle tragiche morti di Ratzenberger e Senna l'anno precedente, alcuni circuiti furono sottoposti ad un intenso "restyling". Nonostante le numerose modifiche del passato, Monza non fu risparmiata dalla trasformazione generale che stava investendo la F1 di quegli anni. Venne deciso, così, di ampliare la larghezza stradale del "Curvone" per aumentare la via di fuga e di accorciare la seconda curva di Lesmo, che divenne più lenta e stretta. Le variazioni più recenti in ordine di tempo sono state effettuate nel 2000. Le quattro curve che componevano la variante dei box, ribattezzata "esse Goodyear", vennero sostituite da due controcurve lentissime. Inoltre, anche la "Roggia" subì un leggero intervento divenendo più scorrevole e guidabile. Quest'ultima versione della pista sarà teatro del prossimo Gp d'Italia.

Si tratta di un percorso lungo 5793 metri in cui si toccano velocità medie sul giro impressionanti. Nonostante i rallentamenti prodotti dalle chicanes, infatti, il tracciato brianzolo rimane il più veloce del mondiale. Nel 2004 Rubens Barrichello conquistò la pole alla media record di 260,395 km/h, mentre Antonio Pizzonia con la Williams ha fatto segnare la velocità massima più elevata nella storia della F1 (368,8 km/h) alla staccata della prima variante. Il rettilineo più lungo e maggiormente adatto ai sorpassi è quello del traguardo ma ci sono anche altri punti in cui è possibile superare come il breve nastro d'asfalto che segue le due curve di Lesmo e il rettifilo precedente la Parabolica. I punti più selettivi del rinnovato circuito monzese sono la "Variante Ascari", che presenta un rapido cambio di direzione e la famigerata "esse Goodyear", modificata più volte e a cui si giunge dopo una violentissima frenata.
Molto importante è anche la Parabolica dove il bilanciamento della vettura è fondamentale per garantire un'ottima uscita in piena accelerazione. Considerando la tipologia della pista, infine, è facile intuire il tipo di assetto da adottare.
A Monza, solitamente, si viaggia con un carico alare alquanto ridotto sia all'anteriore che al posteriore utilizzando uno schema di sospensioni piuttosto rigido. È ovvio che simili regolazioni rendono le monoposto scivolose in curva (oltre che sensibili) ma rapidissime nei lunghi rettilinei in cui i sorpassi sono molto agevoli e dove è possibile guadagnare decimi preziosi in prova. I freni, infine, sono costantemente sotto torchio e, quindi, si fa uso di pastiglie di grosso spessore per garantire una lunga durata.

Lunghezza: 5,793 km
Distanza: 53 giri pari a 306,720 km
ESORDIO IN F1: 1950

RECORD
In Prova: R. Barrichello (Ferrari F2004) in 1'20"089, media 260,395 km/h (2004)
In Gara: R. Barrichello (Ferrari F2004) in 1'21"046, media 257,320 km/h (2004)
Sulla Distanza: M. Schumacher (Ferrari F2003GA), in 1h 14'19"838, media 247,585 km/h (2003)




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