27 Aprile 2008
ore 14.00 - Autodromo di Barcellona (Catalunya Montmelò)
Il
Gp di Spagna esiste come competizione automobilistica dal 1913
ma il debutto di questo tracciato (situato in terra catalana)
sulla scena sportiva della massima formula avviene solamente
78 anni dopo, nel 1991.
L'esperimento di Bernie Ecclestone indirizzato a trasferire
la sede della gara iberica su questa pista riuscì alla
perfezione e da quella stagione in poi il circuito di Montmelò
costituisce ancora oggi il teatro abituale del Gp di Spagna.
Escludendo la corsa inaugurale, la gara spagnola ha sempre occupato
una posizione iniziale nel calendario del Circus iridato. La
possibilità di essere etichettata come competizione se
non decisiva ma influente per la lotta al titolo divenne realtà
proprio in quel 1991 quando la perentoria vittoria di Nigel
Mansell permise al "Leone" inglese di giocarsi le
residue chances di successo finale. In quella occasione, il
gp costituiva il terzultimo appuntamento della campionato. Nelle
17 edizioni fin qui disputate, la gara spagnola ha avuto come
abituale compagno d'avventura il sole. Solo nel '91, '92 e '96
la F1 ha dovuto fare i conti con copiose precipitazioni.
Una
delle caratteristiche del luogo in cui sorge il circuito è
infatti la variabilità del tempo e soprattutto le rare
ma abbondanti piogge che Giove Pluvio, talvolta, scarica nel
mese in cui si svolge la gara. Sul piano dello spettacolo puro,
la pista ha offerto rari episodi da cineteca mettendo quasi
sempre in mostra il dominio incontrastato di una o due vetture
gemelle. Le moderne strutture dell'impianto di Montmelò,
costruito solo 18 anni fa, si innalzano ad un tiro di schioppo
dal famoso centro cittadino di Barcellona. Molto ben realizzato
sul piano logistico, il percorso si presenta come uno di quei
tanti tracciati ultima generazione partoriti dal computer che
lascia poco spazio all'inventiva e all'intuito del pilota ma
che offre spunti tecnici interessanti. Non si può certo
sminuire, infatti, l'importanza che il circuito riveste nel
mondiale di F1 per tutte le scuderie. Con i suoi lunghi curvoni
a ferro di cavallo e i secchi tornanti da seconda marcia, la
pista spagnola rappresenta un notevole banco di prova per l'intero
parco vetture e in particolar modo per quelle monoposto poco
bilanciate e in difficoltà con la resa delle gomme e
del telaio.
Il sottosterzo e il conseguente affaticamento delle coperture,
infatti, è sempre in agguato se non si ha la fortuna
di guidare una F1 dal comportamento stabile. Non a caso, infatti,
dall'anno del debutto, il circuito ha assistito al trionfo delle
monoposto più equilibrate del lotto senza riservare sorprese
particolari se si eccettua la vittoria "anomala" della
Ferrari F310 del '96, propiziata però dalla pioggia.
E, non a caso, prima dell'inizio di ogni campionato e nell'arco
della stagione agonistica, la pista viene messa sotto torchio
dalle F1 per testare la validità delle macchine nuove.
Le
prove possono protrarsi anche per settimane. Il Montmelò,
quindi, non può certo definirsi un circuito come tanti.
La sua lunghezza complessiva raggiunge i 4628 metri ed oltre
all'abolizione, nel 1995, della velocissima "esse"
inserita subito dopo la curva "Campsa" per far posto
ad un prolungamento del rettilineo, la pista, dal 2006, si presenta
diversa grazie all'adozione di alcune modifiche pro-sicurezza
e al totale rifacimento del manto stradale. A ciò si
aggiunge il cambiamento radicale dell'ultima, veloce curva che,
dall'anno passato, è stata sostituita (forse è
meglio dire uccisa) da una lentissima "esse" da seconda
marcia. Tale variazione ha generato ovviamente una riduzione
sensibile dei valori velocistici e delle medie sul giro oltre
ad abbassare i picchi di velocità massima raggiungibili
sul lungo rettilineo dei box che si estende per oltre 1 km.
Uno dei punti più selettivi dell'intera pista è
rappresentato dall'enorme curvone "Renault", una piega
"old style" che si percorre quasi in pieno dopo un
breve rallentamento iniziale. I curvoni, come gia accennato,
sono una peculiarità fondamentale del tracciato iberico.
Oltre al "Renault", è da segnalare il "Repsol",
la veloce "Campsa" e il più lento ma non meno
interessante "Banc de Sabadell" , posto in leggera
pendenza e che precede i due ultimi sistemi di curve prima del
rettilineo del traguardo. Considerando la tipologia del circuito,
l'assetto ideale predilige un carico alare medio-alto che non
penalizzi la velocità e la prontezza in curva. Sospensioni
morbide e una ridotta altezza da terra completano il quadro
delle regolazioni essenziali. La vettura che trionfa a Barcellona,
solitamente si aggiudica il campionato del mondo.
Ciò conferma come la pista spagnola non si adatti alle
monoposto tecnicamente improvvisate e scarsamente efficaci.
Lunghezza: 4,655
km
Distanza: 66 giri pari a 307,104 km
ESORDIO IN F1: 1991
RECORD
In Prova: M. Schumacher (Ferrari F2004) in 1'15"022,
media 222,031 km/h (2004)
In Gara: R. Barrichello (Ferrari F2003GA) in 1'20"143,
media 212,470 km/h (2003)
Sulla Distanza: M. Schumacher (Ferrari F2004),
1h 27'32"841, media 209,205 km/h (2004)