Autodromo di Barcellona
(a cura di Alessandro Crupi)

 

 

 







Spain (Barcellona)
Circuit de Catalunya - RACC
AP de Correus 27 - 08160 Montmelò - Spain
Phone: (34) 93 571 9700
Fax: (34) 93 572 2772
Web:
http://www.circuitcat.com

 




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Lunghezza: 4,730
Distanza (giri): 65 giri
Distanza (km): 307,450 km
ESORDIO IN F1: 1991

RECORD
In Prova: M Schumacher (Ferrari F2004) in 1'15"022, media 222,031 km/h (2004)
In Gara: Barrichello (Ferrari F2003GA) in 1'20"143, media 212,470 km/h (2003)
Sulla Distanza: M.Schumacher (Ferrari F2004), 1h27'32"841, media 209,205 km/h (2004)


27 Aprile 2008 ore 14.00 - Autodromo di Barcellona (Catalunya Montmelò)

Il Gp di Spagna esiste come competizione automobilistica dal 1913 ma il debutto di questo tracciato (situato in terra catalana) sulla scena sportiva della massima formula avviene solamente 78 anni dopo, nel 1991.
L'esperimento di Bernie Ecclestone indirizzato a trasferire la sede della gara iberica su questa pista riuscì alla perfezione e da quella stagione in poi il circuito di Montmelò costituisce ancora oggi il teatro abituale del Gp di Spagna. Escludendo la corsa inaugurale, la gara spagnola ha sempre occupato una posizione iniziale nel calendario del Circus iridato. La possibilità di essere etichettata come competizione se non decisiva ma influente per la lotta al titolo divenne realtà proprio in quel 1991 quando la perentoria vittoria di Nigel Mansell permise al "Leone" inglese di giocarsi le residue chances di successo finale. In quella occasione, il gp costituiva il terzultimo appuntamento della campionato. Nelle 17 edizioni fin qui disputate, la gara spagnola ha avuto come abituale compagno d'avventura il sole. Solo nel '91, '92 e '96 la F1 ha dovuto fare i conti con copiose precipitazioni.

Una delle caratteristiche del luogo in cui sorge il circuito è infatti la variabilità del tempo e soprattutto le rare ma abbondanti piogge che Giove Pluvio, talvolta, scarica nel mese in cui si svolge la gara. Sul piano dello spettacolo puro, la pista ha offerto rari episodi da cineteca mettendo quasi sempre in mostra il dominio incontrastato di una o due vetture gemelle. Le moderne strutture dell'impianto di Montmelò, costruito solo 18 anni fa, si innalzano ad un tiro di schioppo dal famoso centro cittadino di Barcellona. Molto ben realizzato sul piano logistico, il percorso si presenta come uno di quei tanti tracciati ultima generazione partoriti dal computer che lascia poco spazio all'inventiva e all'intuito del pilota ma che offre spunti tecnici interessanti. Non si può certo sminuire, infatti, l'importanza che il circuito riveste nel mondiale di F1 per tutte le scuderie. Con i suoi lunghi curvoni a ferro di cavallo e i secchi tornanti da seconda marcia, la pista spagnola rappresenta un notevole banco di prova per l'intero parco vetture e in particolar modo per quelle monoposto poco bilanciate e in difficoltà con la resa delle gomme e del telaio.
Il sottosterzo e il conseguente affaticamento delle coperture, infatti, è sempre in agguato se non si ha la fortuna di guidare una F1 dal comportamento stabile. Non a caso, infatti, dall'anno del debutto, il circuito ha assistito al trionfo delle monoposto più equilibrate del lotto senza riservare sorprese particolari se si eccettua la vittoria "anomala" della Ferrari F310 del '96, propiziata però dalla pioggia. E, non a caso, prima dell'inizio di ogni campionato e nell'arco della stagione agonistica, la pista viene messa sotto torchio dalle F1 per testare la validità delle macchine nuove.

Le prove possono protrarsi anche per settimane. Il Montmelò, quindi, non può certo definirsi un circuito come tanti. La sua lunghezza complessiva raggiunge i 4628 metri ed oltre all'abolizione, nel 1995, della velocissima "esse" inserita subito dopo la curva "Campsa" per far posto ad un prolungamento del rettilineo, la pista, dal 2006, si presenta diversa grazie all'adozione di alcune modifiche pro-sicurezza e al totale rifacimento del manto stradale. A ciò si aggiunge il cambiamento radicale dell'ultima, veloce curva che, dall'anno passato, è stata sostituita (forse è meglio dire uccisa) da una lentissima "esse" da seconda marcia. Tale variazione ha generato ovviamente una riduzione sensibile dei valori velocistici e delle medie sul giro oltre ad abbassare i picchi di velocità massima raggiungibili sul lungo rettilineo dei box che si estende per oltre 1 km. Uno dei punti più selettivi dell'intera pista è rappresentato dall'enorme curvone "Renault", una piega "old style" che si percorre quasi in pieno dopo un breve rallentamento iniziale. I curvoni, come gia accennato, sono una peculiarità fondamentale del tracciato iberico. Oltre al "Renault", è da segnalare il "Repsol", la veloce "Campsa" e il più lento ma non meno interessante "Banc de Sabadell" , posto in leggera pendenza e che precede i due ultimi sistemi di curve prima del rettilineo del traguardo. Considerando la tipologia del circuito, l'assetto ideale predilige un carico alare medio-alto che non penalizzi la velocità e la prontezza in curva. Sospensioni morbide e una ridotta altezza da terra completano il quadro delle regolazioni essenziali. La vettura che trionfa a Barcellona, solitamente si aggiudica il campionato del mondo.
Ciò conferma come la pista spagnola non si adatti alle monoposto tecnicamente improvvisate e scarsamente efficaci.

Lunghezza: 4,655 km
Distanza: 66 giri pari a 307,104 km
ESORDIO IN F1: 1991

RECORD
In Prova: M. Schumacher (Ferrari F2004) in 1'15"022, media 222,031 km/h (2004)
In Gara: R. Barrichello (Ferrari F2003GA) in 1'20"143, media 212,470 km/h (2003)
Sulla Distanza: M. Schumacher (Ferrari F2004), 1h 27'32"841, media 209,205 km/h (2004)



 


- LA PREPARAZIONE FISICA DEL PILOTA

«A Barcellona ci giriamo tutto l’anno in prova per cui conosciamo i problemi specifici. E’ un circuito duro, anche se non quanto quello d’Interlagos. Per fortuna, in Spagna, non fa caldo come in Brasile e ci sono più rettilinei. Le problematiche sono le solite: sforzo sul collo, in senso longitudinale (frenate ed accelerazioni) ma anche laterale. Per il secondo problema possiamo aiutarci con supporti in schiuma espansa ai lati del casco, per il primo c’è poco da fare, se non allenare i muscoli. Non utilizziamo ganci o altro. Avrebbe forse potuto aiutare il sistema di sicurezza HANS (il supporto sul collo fatto studiare dalla Fia per impedire i colpi d frusta, ndr), ma questo era stato studiato in caso d’incidente, non è obbligatorio e nessuno lo usa. L’AI Ring a Zeltweg invece, dove si va 15 giorni dopo, non è una pista dura fisicamente, neanche per il collo. Viene sollecitato in un paio di frenate ma nulla di straordinario. Come a Silverstone, si può correre anche a corto di allenamento».




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