Autodromo di Budapest
(a cura di Alessandro Crupi)

 

 

 







 




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Lunghezza: 4,384 km
Distanza (giri): 70 giri
Distanza (km): 306,880 km
ESORDIO IN F1: 1986

RECORD
In Prova: M. Schuamcher (Ferrari F2004) in 1'19"146, media 199,272 km/h (2004)
In Gara: M Schumacher (Ferrari F2004) in 1'19"071, media 199,461 km/h (2004)
Sulla Distanza: M. Schumacher (Ferrari F2004), in 1h35'26"131 km/h, media 192,798 km/h (2004)


3 Agosto 2008 ore 14.00 - Autodromo di Budapest (Hungaroring)

Quando nel 1986 Bernie Ecclestone fece disputare l'undicesima prova del mondiale sul tortuoso circuito magiaro dell'Hungaroring, l'evento suscitò scalpore e grandissima risonanza. Per la prima volta nella sua storia, infatti, il Circus della F1 esponeva le proprie bandiere sul territorio di uno stato appartenente all'Europa orientale e soggetto all'influenza sovietica. In un mondo ancora diviso politicamente in due blocchi, l'organizzazione di una gara in un paese dell'Est non poteva certo passare inosservata.

L'obiettivo di patron Ecclestone, inoltre, era ancora più ambizioso in quanto il Gp d'Ungheria avrebbe dovuto rappresentare il primo stadio per portare la F1 a Mosca in un futuro non lontano. Il debutto del Circus in terra ungherese, comunque, divenne anche un'ottima occasione per fare dell'automobilismo sportivo un business commerciale e d'immagine in un mercato allettante e scarsamente battuto. L'esperimento si rivelò un completo successo. Davanti ad oltre 200.000 spettatori in festa Nelson Piquet si aggiudicò quella prima storica edizione del gp dopo un appassionante duello con Ayrton Senna. I riscontri positivi dell'evento produssero l'effetto sperato: la riconferma. Ancora oggi, infatti, l'Hungaroring costituisce la sede naturale della corsa magiara. Ben pochi si ricordano, tuttavia, che la prima edizione ufficiale del Gp d'Ungheria nella storia delle corse automobilistiche si svolse nel lontano 1936.

All'epoca, la seconda guerra mondiale non aveva ancora sconvolto gli equilibri socio-politici del mondo e la realizzazione di una gara in terra ungherese non appariva così sorprendente come 50 anni dopo. A vincere quella corsa d'altri tempi fu Tazio Nuvolari che tagliò per primo il traguardo al volante della sua Alfa Romeo. Ricordi a parte, le edizioni più significative del Gp d'Ungheria continuano ad essere quelle disputate tra il 1986 e il 2007. La pista sorge a circa 20 km di distanza dalla capitale ed è immersa in uno sfondo bucolico dominato da campagne e ridenti colline. Il tracciato venne costruito nell'arco di soli otto mesi per essere pronto ad ospitare i bolidi della F1 nell'agosto '86. Nel corso degli anni l'Hungaroring ha subito qualche modifica rispetto alla configurazione originale. Dall'anno del debutto fino al 1988, il tracciato misurava 4014 metri Successivamente l'estensione venne ridotta a 3967. Gli ultimi ritocchi alla pista sono stati apportati nel 2003 e consistono in un prolungamento di 250 metri del rettilineo dei box a cui ha fatto seguito un disegno più "a gomito" della prima curva e l'eliminazione della veloce "esse" in discesa. Al suo posto è stata creata una curva da seconda che si raccorda in uscita con la vecchia pista dopo un altro breve allungo. La maggiore estensione del rettifilo principale, inoltre, ha modificato profondamente il disegno della prima curva. Fino a due anni fa questo tratto appariva come un lungo curvone a bassa velocità. Adesso è un tornante più stretto simile alla cosiddetta "Arena Mercedes" del Nurburgring.
Questi cambiamenti, oltre a portare a 4384 metri la lunghezza dell'impianto, sono stati realizzati per raggiungere un nobile obiettivo: incrementare le opportunità di sorpasso. Al di là di ciò, comunque, il circuito ungherese è rimasto inalterato nei suoi elementi essenziali. La media oraria sul giro singolo è inferiore ai 200 km/h e questo dato colloca l'Hungaroring nel novero dei "circuiti-budelli". La pista magiara, infatti, è una delle più lente e tormentate che la F1 abbia mai espresso in 58 anni di esistenza. Il percorso può vantare, in pratica, due soli rettilinei che rappresentano gli unici punti possibili per tentare un sorpasso.
Fra i due, il rettilineo più adatto è senz'altro quello del traguardo. La ristrettezza della carreggiata e la lunghezza non eccezionale di questo tratto, però, rendono l'operazione alquanto complicata da svolgere. Se a ciò si aggiunge che è necessario uscire dall'ultimo curvone quasi incollati alla vettura che precede le difficoltà aumentano notevolmente. Nel corso delle 22 edizioni finora disputate della gara pochi piloti sono riusciti ad effettuare sorpassi stilisticamente perfetti nei due punti appena citati. Le manovre più belle sono state messe a segno da Piquet e Mansell, rispettivamente nel 1986 e nel 1989. In entrambi i casi fu Ayrton Senna a subire l'ardore di questi focosi avversari. La scarsa propensione al sorpasso dell'Hungaroring ha spesso favorito la nascita di lunghi trenini di vetture, divertenti da osservare ma certamente poco spettacolari per il pubblico. Se si escludono le zone impegnate dai due rettilinei, la pista ungherese presenta una vasta alternanza di curve da seconda marcia, una serie di bruschi cambi di direzione e una "esse" molto impegnativa. Naturalmente, un circuito dotato di tali caratteristiche richiede assetti morbidi ed elevati carichi aerodinamici sugli alettoni in modo da aumentare il più possibile trazione e deportanza.
Il bilanciamento telaistico della vettura è fondamentale per aggredire le curve di questo circuito e guadagnare decimi preziosi.

Lunghezza: 4,384 km
Distanza: 70 giri pari a 306,663 km
ESORDIO IN F1: 1986

RECORD
In Prova: M. Schumacher (Ferrari F2004) in 1'19"146, media 199,272 km/h (2004)
In Gara: M. Schumacher (Ferrari F2004) in 1'19"071, media 199,461 km/h (2004)
Sulla Distanza: M. Schumacher (Ferrari F2004), in 1h 35'26"131 km/h, media 192,798 km/h (2004)


 




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