1956. La Ferrari torna in vetta

 

Il 1956 è l'anno dei grandi assenti, infatti dopo la Lancia anche la Mercedes ha scelto di non competere più in F1, la casa di Stoccarda infatti riteneva ormai raggiunti i suo i obiettavi, effettivamente in due anni avevano vinto tutto e tutti... adesso era ora di pensare ad altro.
Così alla partenza del Gp d'Argentina, che inaugura la stagione 1956, sono presenti solo due grandi case costruttrici la Ferrari e l'intramontabile Maserati; la prima schiera come pilota di punta, niente poco di meno, che il campione in carica Juan

 

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Classifica Mondiale

Manuel Fangio; mentre la casa del tridente si affida all'astro nascente Stirling Moss.
La scuderia di Maranello sulla carta sembra essere ancora una volta la favorita, infatti oltre a disporre del miglior pilota in circolazione ha realizzato una vettura estremamente affidabile e competitiva si tratta della "Ferrari-Lancia D50"; proprio così per la prima e unica volta nella sua storia gli uomini del cavallino non hanno realizzato "tutto in casa" bensì si sono avvalsi della collaborazione Lancia.
Fu proprio Gianni Lancia, in persona, a voler affidare vetture, ricambi e personale alla squadra di Maranello... tanto li a Torino, a seguito del ritiro, non sarebbero serviti a granché. E' importante sottolineare questo ulteriore, e imprevisto apporto, infatti, sarà determinante per la conquista del titolo.

A Buenos Aires dopo un ottimo avvio Fangio è costretto a rientrare ai box per problemi tecnici; la sua vettura è inutilizzabile si decide dunque di far rientrare l'altro ferrarista Musso e consentire dunque al campione in carica, di concludere la gara con l'altra Ferrari. Stesso copione per il secondo Gp della stagione, quello di Montecarlo dove Fangio conclude la gara, sulla Ferrari di Collins; ma questa volta l'argentino è secondo dietro all'inglese Stirling Moss.

I due Gran Premi successivi (escludendo la pausa Indianapolis) sono ancora targati Ferrari, ma stavolta a vincere è il venticinquenne Collins pilota di grande maturità ed esperienza; furono proprio le ultime due vittorie dell'inglese a mandare su tutte le furie Fangio; l'argentino, infatti, sosteneva di aver subito, proprio per mano dei suoi stessi meccanici, dei continui sabotaggi...... infatti oltre a non esser riuscito a finire neanche una gara con il proprio mezzo, il tre volte campione del mondo avanza dei seri sospetti sulle cause che hanno provocato i cedimenti meccanici. Fangio suppone che la Ferrari stia tentando di favorire il compagno: Peter Collins, poichè questo potrebbe avere risvolti molto positivi sull'immagine aziendale nel Ragno Unito.
A logorare ulteriormente i rapporti tra Fangio e gli uomini di Maranello è il Gran Premio del Belgio, dove ancora una volta il mezzo dell'argentino è tormentato da noie tecniche... non riesce a far meglio del quarto posto.

Fangio è moralmente a pezzi, sente di poter vincere ma allo stesso tempo, qualcosa di misterioso rende vano ogni suo tentativo. Tenta di parlarne con l'ingegner Ferrari ma quest'ultimo, sta vivendo il periodo più brutto della sua vita, le condizioni di salute di suo figlio Dino (ventiquattrenne) sono notevolmente peggiorate la distrofia muscolare sta avendo la meglio sul suo corpo... il 30 giugno scomparirà.

Nei due Gran Premi successivi: Gran Bretagna e Germania, torna sul gradino più alto del podio Juan Manuel Fangio, l'argentino sembra aver superato la sua "crisi", inoltre la scuderia, onde evitare spiacevoli malintesi ha assunto un meccanico al solo scopo di sorvegliare la vettura dell'asso

accadeva nell'anno 1956....

GIUGNO
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NOVEMBRE
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argentino.
L'ultimo Gran Premio si corre, in Italia, a Monza; Fangio è il leder della classifica l'unico in grado di privarlo del titolo è il suo compagno di scuderia Collins... Il Gran Premio si mette subito bene per Jaun Manuel Fangio, ma poi dopo venti giri la sua Ferrari risentendo dell'usura delle gomme esce di pista, riportando irrimediabili danni al piantone dello sterzo.
Per il tre volte campione del mondo la gara potrebbe essere chiusa definitivamente, infatti in pista è rimasta solo un'altra Ferrari, quella di Collins.
A sorpresa di tutti Collins rientra e cede il mezzo al suo "capitano"; che puo' così aggiudicarsi il quarto titolo mondiale.

Quando all'inglese sarà chiesto il motivo del suo gesto si giustificherà dicendo:"lui è ormai a fine carriera, per me, che ho venticinque anni, occasione per vincere ce ne saranno ancora". Questo è stato il gesto più nobile che un pilota abbia mai compiuto in tutta la storia della Formula uno... Collins era si un grande pilota ma era prima di tutto un grande uomo!!!

 

Fonti consultate:
"La rossa e le altre" - Baldini & Castoldi di Luca Dal Monte - Umberto Zapelloni
"Auto da corsa" - Fabbri
"Ferrari la storia di un mito" - Franco Gozzi - Pino Allievi


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