1967. L'inaffidabilità della Lotus condanna Clark

 

Con la forzata partenza di John Surtees, Lorenzo Bandini è diventato la prima guida della Ferrari. Il Drake si è finalmente convinto delle qualità del suo pilota, di cui ha sempre apprezzato il lato umano e la completa dedizione alla sua fabbrica, ma di cui faticava a intuire il talento. Bandini non ha la classe di migliori piloti in circolazione, ma la tecnica con la quale lavora nella messa a punto della vettura e la regolarità con la quale guida in corsa sono di per sè qualità straordinarie. Ferrari lo designa prima guida per la stagione 1967 e gli affianca il giovanissimo neozelandese Chris Amon.

 

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Classifica Mondiale

Domenica 7 maggio, Bandini affronta la sua prima gara di campionato del mondo, un campionato che il pilota milanese sente poter essere suo. Alla partenza scatta in testa, Brabham, al suo fianco, rompe il motore ed inonda il tracciato di olio. Al secondo passaggio, la sua Ferrari numero 18 ha raggiunto il tratto di pista cosparso dell'olio di Brabham e nel momento in cui se ne accorge è troppo tardi. Perde il controllo della monoposto, che si gira. Fortunatamente il motore non si spegne, ma nel frattempo è sopravanzato da altri concorrenti; Lorenzo si rimette in direzione di corsa e prosegue...Bandini si lancia immediatamente all'inseguimetno di Stewart e Hulme. Al 43° passaggio il motore della BRM dello scozzese cede di colpo e Lorenzo si ritrova in seconda posizione. Ma Hulme è lontano, al ferrarista potrebbe bastare il secondo posto ma vuole di più;. Si è prefissato di vincere il GP di Monaco e non desisterà se non dopo aver giocato tutte le sue carte. Ma all'81° passaggio, la sua Ferrari urta una bitta posta al limite della sede stradale, una fra le tante che si trovano sul lungomare di Montecarlo, utilizzate per legare le gomene degli yacht, la Ferrari sbanda, vola in aria, si capovolge e si incendia. L'impatto è violento, ma il vero pericolo è il fuoco. Appena la monoposto conclude la propria corsa contro le balle di paglia, si scatena l'incendio. La benzina fuoriuscita, dal serbatoio spezzato, impregna la paglia che alimenta maggiormente il fuoco, in breve la vettura di Bandini è avvolta da un autentico inferno di fuoco, il pilota giace incosciente nel propio abitacolo. I soccorsi sono inadeguati, la macchina di Bandini brucia per tre interminabili minuti prima che il corpo dello sfortunato pilota possa essere estratto. Lorenzo è ancora vivo, ma le sue condizioni appaiono subito disperate; in ospedale constateranno che le ustioni riguardano quasi il 60% del suo corpo, Lorenzo resta incosciente in ospedale per tre, lunghi, interminabili giorni..... poi, mercoledì 10 maggio il suo cuore cessa di battere.
Mentre Lorenzo era imprigionato nell'abitacolo in fiamme della sua Ferrari, il GP di Monaco prosegue, nessuno è più riuscito ad agganciare Denny Hulme, che al termine dei 100 giri aveva colto il primo successo della sua carriera.

Denny Hulme si trova così in testa alla classifica del campionato del mondo in virtù della vittoria a Montecarlo e del quarto posto in Sudafrica a gennaio. Se la Lotus 49 di Clark tenesse fede alle promesse della gara in Olanda Hulme rientrerebbe presto nei ranghi della classifica. Invece propio la totale mancanza di affidabilità della Lotus 49 è la principale complice nella scalata verso il titolo mondiale del grintoso pilota neozelandese.
La Lotus 49 non delude Clark in Inghilterra, al via il più veloce è Hill, che va in testa e ci resta per due terzi di gara, il motore lo tradisce quando mancano 15 giri alla fine; al comando passa Clark che salirà sul gradino più alto del podio seguito da Hulme. Al Nurburgring, il 6 agosto, Hulme torna alla vittoria, la Lotus infatti si rivela essere ancora una volta inaffidabile, appiedando Clark a soli quattro giri dalla partenza. Denny passa in testa e sul traguardo precede il propio compagno e campione del mondo in carica, nonchè titolare della squadra per la quale corre.
Jack Brabham vince il successivo GP in Canada, per la prima volta inserito nel calendario mondiale, ma Hulme si difende bene dal ritorno del suo caposquadra e termina la corsa al secondo posto. Il solito Jack avvicina, ulteriormente, il compagno di squadra approfittando di una sua battuta d'arresto a Monza.
Ma è al GP del Messico che i due compagni-rivali del team Brabham si giocano il titolo 1967: In prova nessuno dei due brilla, Brabham stabilisce il quinto miglior tempo, Hulme il sesto; in gara non c'è battaglia. Brabham passa presto in seconda posizione alle spalle della Lotus di Clark. Hulme si accoda,

Accadeva nell'anno 1967....

GENNAIO
Nel lago Coniston muore Donald Campbell, che stava tentando di battere il record mondiale di velocità sull'acqua

DICEMBRE
Viene presentato in Francia, il prototipo dell'aereo supersonico Concorde.


due punti di scarto non sono sufficienti a Brabham per superare in classifica il compagno. Questo Hulme lo sa bene, per cui si accontenta di rimanere in attesa e studiare le mosse dell'australiano. L'ordine della corsa non cambia fino alla bandiera a scacchi.

Denny Hume è il nuovo campione del mondo, il primo neozelandese. Ha solo 30 anni, ma i pochi capelli ed i lineamenti marcati lo fanno sembrare più vecchio dello stesso Brabham, che ha 11 anni in più. Hulme ha costruito il propio successo con estrema regolarità e ha beneficiato della solidità della vettura a disposizione.

 

 

Fonti consultate:
"La rossa e le altre" - Baldini & Castoldi di Luca Dal Monte - Umberto Zapelloni
"Auto da corsa" - Fabbri
"Ferrari la storia di un mito" - Franco Gozzi - Pino Allievi


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