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La riunione si peroccupa inoltre di variare alcuni parametri fondamentali del regolamento, impone quindi alle vetture un'altezza minima dal suolo e vieta, anche se solo per poche settimane, monoposto a sei ruote, queste infatti con la loro struttura simula un'effetto suolo, bandito già da diversi anni.
Il campionato inizia il 15 marzo con il G.P. degli Stati Uniti Ovest a Long Beach: Patrese parte in pole-position con la sua Arrows e guida la corsa per 24 giri finché un problema al filtro della benzina lo costringe al ritiro; al comando passa, quindi, Reutemann con la Williams, ma anche egli è costretto al ritiro; la testa della gara è così guadagnata dal suo compagno di scuderia: il campione del mondo Alan Jones.
Nel G.P. del Brasile, quindici giorni dopo, Piquet parte in pole con la sua Brabham: il brasiliano, nel tentativo di sorprendere i propri avversari, evita di montare sulla propria monoposto pneumatici d'asciutto, nonostante le precarie condizioni atmosferiche; il brasiliano paga, così, il prezzo della sua incoscienza dopo pochi giri è infatti k.o. La gara viene, così, conquistata da Reutemann che guida la gara dal primo all'ultimo giro.
Piquet, rischia nuovamente scegliendo ancora, durante la gara successiva una tipologia di pneumatico sconsigliata, ma stavolta, in Argentina... stupisce davvero tutti: partito in pole il brasiliano si aggiudica una gara guidando sempre al limite del possibile, e evidenziando una sensibilità di guida al di fuori del comune......, segue Reutemann e terzo Prost, al suo primo podio con la Renault turbo. Al rientro in Europa la classifica mondiale vede, così, Reutemann al primo posto con 21 punti, Jones secondo con 18 punti e Piquet a 13 punti.
Il 3 maggio si corre il G.P. di San Marino e la Ferrari, sino ad allora in crisi, riesce ad ottenere la prima pole stagionale con Villeneuve. Durante la gara l canadese passa subito in testa, e ci resta per per 14 giri, finché non è costretto al ritiro per problemi tecnici, lascia comunque la testa della gara al suo compagno di squadra Pironi, ma quando mancano 14 giri al termine della competizione, anche il francese è costretto a parcheggiare la sua monoposto per problemi. Passa, allora in testa Piquet che mantiene la leadership sino al termine della gara, seguito da Patrese e Reutemann.
Nel GP Belgio, dopo due settimane, si sfiora la tragedia: al via la Arrows di Patrese non parte, un meccanico rientra in pista (il regolamento lo ammetteva) e tenta di riavviare il motore elettricamente, la monoposto subito dietro a quella di Patrese, non riesce prevedere l'incauto gesto dell'uomo del team e lo colpisce......... in pieno, miracolosamente il meccanico se la cava con la "sola" frattura delle gambe.
La gara è invece condotta dalla Ferrari di Pironi che però a 12 giri dal termine è costretto a cedere agli insistenti attacchi del suo diretto inseguitore Reutemann, terzo arriva, invece, Nigel Mansell con la Lotus.
A Montecarlo giunge, dopo lunghe attese, il successo Ferrari è Villeneuve a salire sul gradino più alto del podio: partito in seconda posizione dietro Piquet, Villeneuve applica una tattica d'attesa e cerca di indurre all'errore il brasiliano, al 54° passaggio il canadese riesce nel suo intento, Piquet infatti alla curva del Tabaccaio considera in modo errato il comportamento di Tambay, pilota da doppiare, l'impatto con il guard-rail a Monaco è, così, inevitabile.
Passa al comando Jones che al 67° giro rientra ai box per una sosta imprevista causata da un guasto alla pompa di benzina, al suo rientro il distacco da Villeneuve che è secondo, è di 3 secondi ma nel giro seguente i problemi tornano a farsi sentire, a Villeneuve questo, non passa inosservato il canadese si lancia, così, in una rincorsa disperata riesce a portarsi al comando della gara quasi subito e ci resta sino alla bandiera a scacchi.
Tre settimane dopo in Spagna, il pilota Ferrari concede il bis, guadagna la leadership della gara al 14° giro quando un problema accusato dalla Williams obbliga Jones al ritiro, Villeneuve, pur non essendo molto più veloce degli avversari impedisce a questi il sorpasso, guidando con una tenacia leggendaria; al traguardo tra Villeneuve ed il pilota giunto in quinta posizione c'è appena un secondo e 24 decimi di distacco.
Dopo Montecarlo, Reutemann conduce la classifica con 15 punti in più di Piquet. Nel G.P. di Francia, è Prost ad ottenere la sua prima vittoria in F1; in Germania ritorna, invece, sul gradino più alto del podio Piquet, sia Reutemann che Jones sono costretti al ritiro per problemi accusati dalle proprie Williams. Piquet passa in testa a soli sette giri dal termine e ci resta sino al traguardo.
Dopo aver recuperato altri due punti da Reutemann, Piquet riesce ad raggiungere il pilota argentino, in testa alla classifica mondiale, nel G.P. di Olanda. Prost, partito in pole con la Renault turbo, conduce la gara sino al termine mentre Piquet giunge secondo e Reutemann è ancora k.o.
A tre gare dal termine la classifica generale vede così sia Piquet che Reutemann appaiati a 45 punti.
A Monza, Prost continua a vincere partendo in pole ed aggiudicandosi una gara praticamente dominata dal francese. Nel week-end italiano, Jones annuncia il suo ritiro a fine stagione.
Il 16 settembre, tre giorni dopo il G.P. d'Italia Ron Dennis convince Lauda a rientrare nel mondo delle corse, il suo ritorno in pista è previsto per Donington, l'ingaggio è di 3 milioni e 200 mila dollari, si il tratta del più alto contatto mai stipulato con un pilota. Ron Dennis però non si accontenta e per la sua McLaren-Porsche vuole davvero il top, così tenta anche di ingaggiare l'astro nascente della F1, il giovane Villeneuve ma il canadese rinuncia poiché è già sotto contratto con la Ferrari.
In Canada, Piquet parte in pole al suo fianco c'è Jones, al via a causa della pioggia, Reutemann perde molte posizioni tanto che dopo pochi giri l'argentino è addiritura 16°; vince la gara Laffite davanti a Watson e Villeneuve, splendida la gara di quest'ultimo che arriva al traguardo senza l'alettone anteriore; infatti il canadese dopo aver danneggiato in parte il suo alettone è in una situazione critica, la parte rimasta attaccata alla vettura, infatti gli impedisce di vedere la pista, così onde evitare una probabile squalifica (dovuta ad una estrazione dell'alettone da parte del pilota) e vederci meglio, tocca nuovamente il muretto facendo saltare del tutto l'alettone anteriore, la Ferrari arriva, così, al traguardo senza più i "baffi".
Dopo il Canada tra Reutemann e Piquet c'è un solo punto di differenza e manca solo una gara: quella di Las Vegas. |