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e l'ormai maturo Kimi Raikkonen (McLaren) pronti a rovinargli la festa. Si prospetta una dura battaglia, umana e tecnica, in cui inciderà molto anche il rendimento dei pneumatici (Bridgestone vs Michelin).
Le ostilità cominciano il 7 marzo in Australia, sulla pista dell'Albert Park di Melbourne. Le qualifiche parlano Ferrari, ma è il redivivo Coulthard, bravo e fortunato ad approfittare delle sventure altrui, (Schumacher è costretto ai box da un deflettore penzolante, Montoya viene attardato da un testacoda) che si aggiudica sorprendentemente la corsa, seguito dallo stesso Montoya e da Raikkonen. Il tracciato di Sepang, in Malesia, ospita la seconda gara (23 marzo): Alonso, giovane pilota spagnolo in forza alla Renault, conquista una pole inaspettata davanti al compagno di squadra Trulli; in gara, tuttavia, è bruciato da Raikkonen (prima vittoria in carriera) e Barrichello, che nell'ordine lo precedono sul traguardo. Terzo appuntamento iridato il 6 aprile in Brasile, sul circuito di Interlagos. Poco prima della corsa un nubifragio allaga il tracciato, costringendo all'errore molti piloti, tra cui anche Michael Schumacher; il GP viene interrotto al 53' giro, quando due brutti incidenti, occorsi ad Alonso e Webber, evidenziano una volta di più la pericolosità della pista bagnata: avrebbe vinto Fisichella (Jordan), ma un errato cronometraggio assegna il successo a Raikkonen. Una settimana dopo la FIA restituisce il maltolto all'italiano. Imola ospita la quarta gara dell'anno, il Gran Premio di San Marino (20 aprile). Benché turbati dalle gravi condizioni di salute della madre, che morirà poco prima della corsa, i fratelli Schumacher monopolizzano la prima fila della griglia di partenza (Michael è in pole); il pilota della Ferrari conferma la sua performance, vincendo sulla "vecchia" F2002 davanti a Raikkonen e Barrichello (autore di un pregevole sorpasso su Ralf Schumacher). Per il GP successivo la carovana iridata si trasferisce in Spagna (4 maggio), sul circuito di Montmelò. La Ferrari si presenta con la F2003-GA (Gianni Agnelli), un concentrato di tecnologia evoluta e complessa; dopo una brillante pole-position, Michael Schumacher bissa la vittoria imolese, beffando l'idolo di casa Alonso e Barrichello. L'A1-Ring di Zeltweg, all'ultimo anno di "attività", è il teatro della 6a gara Mondiale (18 maggio). Lo Schumacher ferrarista, senza nemmeno scomporsi per un principio di incendio ai box (fuoriuscita di benzina), firma la tripletta e si riprende la leadership in classifica ai danni di Raikkonen (giunto 2'). Barrichello è di nuovo 3', Montoya viene messo ko dal cedimento del propulsore. Quindici giorni dopo è la volta di Montecarlo, il cui ridondante e un pò fatuo scenario fa da cornice al GP di Monaco: reduce da tante prove incolori, Juan Pablo Montoya si riscatta e vince in volata su Raikkonen e M.Schumacher (quest'ultimo si produce in una bella rimonta finale ma le anguste stradine del Principato non gli consentono il sorpasso decisivo). La prima metà della stagione si conclude in Canada (15 giugno), sul circuito dedicato al mitico Gilles Villeneuve. Micheal Schumacher, nonostante accusi un problema ai freni negli ultimi giri, vince la sua quarta corsa dell'anno, capeggiando un trenino formato dal fratello Ralf, Montoya ed Alonso.
Classifica Mondiale al giro di boa: 1' M.Schumacher con 54 punti, 2' K.Raikkonen con 51, 3' F.Alonso con 34, 4’ R.Schumacher con 33, quinti a pari merito (31 punti) Barrichello e Montoya.
La nona puntata iridata ha luogo il 29 giugno, sul tracciato tedesco del Nurburgring. Scattato dalla pole-position, Raikkonen si attesta al comando ma viene fermato dalla rottura del motore: via libera al duo Williams, con Ralf Schumacher primo davanti a Montoya (che ha costretto Michael Schumacher ad uscire di pista, relegandolo al 5' posto); Barrichello completa il podio. Paura per Coulthard, protagonista di un brutto volo a causa di una temeraria manovra di Alonso. Magny-Cours, uno dei tanti tracciati modificati rispetto al 2002, ospita la decima prova (6 luglio). La Williams, nello stesso ordine del Gp precedente (R.Schumacher-Montoya), centra una nuova doppietta, insidiando concretamente Ferrari e McLaren nella classifica Costruttori. M.Schumacher, bravo a capitalizzare la strategia studiata ai box, è 3' davanti a Raikkonen. Il 20 luglio tutti a Silverstone per il GP di Gran Bretagna; come nel 2000 ad Hockenheim, uno spettatore invade la pista, stravolgendo la situazione: dal rimescolamento generale viene fuori di prepotenza Barrichello, autore di sorpassi eccezionali che lo portano alla vittoria finale. Montoya è 2', Raikkonen 3', M.Schumacher 4' (nettamente attardato dal traffico ai box). Proprio Hockenheim è la sede della successiva gara tedesca (3 agosto), condizionata, insieme a quella ungherese, dal caldo torrido. La Williams, le cui gomme Michelin si adattando bene alle alte temperature, domina l'intero weekend: a vincere è Montoya, seguito da Coulthard (McLaren) e Trulli. Gli altri big come Ralf Schumacher, Raikkonen e Barrichello si sono autoeliminati al via con un crash spettacolare. M.Schumacher, uscito indenne dalla prima curva, rimonta nel finale (gran sorpasso all'esterno su Trulli) ma è messo ko da una foratura: conclude 7'. Il Gran Premio magiaro, che si disputa sul lento Hungaroring (24 agosto), segna due eventi significativi: la prima vittoria in carriera del giovane Alonso (Renault) ed il drastico accorciamento della Classifica Mondiale; infatti Montoya e Raikkonen, giunti rispettivamente |
Accadeva nell'anno 2003....
MARZO
Marco Biagi, "regista" della riforma sul Lavoro, è vittima di un attentato organizzato dalle nuove Brigate Rosse
Scompare Giovanni Agnelli uomo simbolo della Fiat nonchè dell'imprenditoria torinese. La Ferrari dedica la neo-nata monoposto alla memoria del noto industriale piemontese:
F2003 Gianni Agnelli
LUGLIO
L' esercito statunitense, dopo un assalto durato 50 giorni, raggiunge Baghdad, capitale Irakena: Crolla così la ormai decennale dittatura di Saddam Hussein
OTTOBRE
Valentino Rossi vince per la terza volta consecutiva il titolo mondiale di motoGP (classe 500)
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3' e 2', seguono ora di 1 e 2 punti M.Schumacher, 8' al traguardo. Preoccupante cedimento della sospensione sulla vettura di Barrichello: vettura distrutta, pilota fortunatamente illeso. La 14a prova iridata, che apre il trittico finale, ha luogo a Monza (GP Italia - 14 settembre). M.Schumacher reagisce da grande campione alle recenti sventure, conquistando la pole e, a suon di record, la gara; Montoya arriva 2', Barrichello è 3', abile a costringere Raikkonen in 4a posizione. Il tedesco della Ferrari allunga nuovamente in classifica, la casa di Maranello si riavvicina alla Williams.
Il Gp degli Stati Uniti, penultimo appuntamento Mondiale (28 settembre), emette già un verdetto: Montoya è escluso matematicamente dalla lotta per il titolo; il pilota colombiano, infatti, nonostante un tifo incessante, ne combina di tutti i colori ed arriva soltanto 6'. M.Schumacher invece vola, e da 7' che era sulla griglia vince davanti a Raikkonen, sul quale ha ora 9 punti di vantaggio ad una sola gara dalla fine. Come spesso avvenuto in passato, tocca alla pista di Suzuka (GP Giappone - 12 ottobre) incoronare il nuovo campione. Per M.Schumacher il weekend nipponico è subito thrilling: la roulette delle qualifiche lo porta in pista con la pioggia, il risultato è un anonimo 14' posto, mentre Raikkonen è 8'. E' Barrichello a togliere le castagne dal fuoco, dominando la gara e suggellando i due titoli in rosso. M.Schumacher conquista il suo 6' alloro iridato (nessuno come lui), il 4' consecutivo; la Ferrari ottiene il 13' successo fra i Costruttori, il 5' di fila.
Testi di Luigi Cerone
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