2006. Si rivede Schumacher (al congedo), ma Alonso concede il bis

 

Il nuovo capitolo mondiale si apre sotto l'egida dell'immancabile cambiamento tecnico voluto dalla Federazione. Via i motori V10, incompatibili con la nuova politica dei costi, dentro i V8, eccezion fatta per le neonate Toro Rosso e SuperAguri, equipaggiate con V10 "strozzati". Queste due scuderie rappresentano, assieme alla Midland-Spyker (ex Jordan), le novità più significative nel lotto concorrenti. La Toro Rosso, ovvero quel che resta della Minardi di un tempo, è la costola italiana della Red Bull, mentre la SuperAguri sembra piuttosto un vezzo dell'ex pilota nipponico Aguri Suzuki, che riesce ad assemblare alla men peggio vetture obsolete e affatto competitive. Al pari di Ferrari, Renault e Toyota, Bmw e Honda sono pronte a giocarsi la partita come autonomi costruttori e non più soltanto come semplici fornitori.

 

Clicca sulle immagini
per ingrandirle

 


 

 

 


 

 

 


 

 

Classifica Mondiale

Si parte il 12 marzo dal Bahrein, perchè in Australia, classico avvio iridato da dieci anni, sono in pieno svolgimento i Giochi del Commonwealth. La Ferrari, che a Michael Schumacher ha affiancato il brasiliano ex collaudatore Felipe Massa, monopolizza le prove, ma in gara è beffata dal campione in carica Alonso, che precede il tedesco e Raikkonen, destinato ad uscire molto presto dal vivo della contesa. In Malesia, una settimana dopo, la musica non cambia. E' sempre una Renault a tagliare per prima il traguardo: stavolta vince Fisichella, Alonso completa la doppietta. La Ferrari, alle prese con una misteriosa anomalia al motore, pensa soprattutto a difendersi e colleziona il 5° ed il 6° posto, Massa davanti a Schumacher. Il 2 aprile tocca finalmente all'Australia. La Ferrari è ancora attardata da problemi tecnici, anche se Schumi, prima di andare malamente a muro, si rende protagonista di una bella rimonta ai margini del podio. Alonso prevale su Raikkonen e Ralf Schumacher. Gli equilibri del mondiale pendono decisamente già a favore dello spagnolo. Imola, 23 aprile. Può un giro di pista valere una gara intera? Si, se al volante c'è Michael Schumacher. Il tedesco, con le gomme in pappa ed Alonso alle calcagna, sfodera la tornata perfetta e mantiene il comando nonostante un pit-stop ritardato. Il sette-volte campione torna al successo dopo oltre un anno, visto che pure gli almanacchi 'si rifiutano' di accettare la vittoria farsa di Indy 2005. Kaiser Schumi si ripete al Nurburgring quindici giorni dopo, seguito da Alonso e Massa, al primo podio della carriera. Tuttavia, a partire dal GP di Spagna (15 maggio), Alonso torna a ruggire ed infila un poker perentorio: oltre a vincere in casa sua, festeggia a Montecarlo (dove il poleman Schumacher, reo di un presunto ostruzionismo, è arretrato in fondo al gruppo con una decisione senza precedenti), e domina in Inghilterra e Canada. A questo punto del campionato, ovvero al giro di boa, l'asturiano ha un netto vantaggio sul rivale tedesco, prevalentemente 2° al traguardo.

Accadeva nell'anno 2006....

APRILE
Alle elezioni nazionali la coalizione guidata da Sivio Berlusconi ha la peggio sul nuovo Premiere Romano Prodi

MAGGIO
Giorgio Napolitano è il nuovo Presidente della Repubblica, succede a Carlo Azeglio Ciampi

LUGLIO
La Nazionale Italiana di Calcio si aggiudica per la IV volta il titolo di Campioni del Mondo battendo ai rigori la Francia di Zidane

NOVEMBRE
Nick Hayden, pilota ufficiale Honda, si aggiudica il titolo della Moto Gp... ha la meglio, all'ultima gara, su un arrembante Valentino Rossi

La riscossa ferrarista comincia il 2 luglio a Indianapolis, pista tradizionalmente favorevole alle monoposto del Cavallino. In terra americana, di fatto, inizia un nuovo campionato. Schumi trionfa davanti a Massa, mentre Alonso, in difficoltà con le gomme, è fortunato a chiudere almeno quinto. Il tedesco, poi, raddoppia e triplica in Francia (16 luglio) e Germania (30 luglio), rosicchiando altri 8 punti al rivale spagnolo (nell'ordine 2° e 5°): adesso gliene restano ancora 11 da recuperare. Fra i Costruttori, l'aggancio Ferrari sembra ancora più imminente perchè il contributo di Massa (3° in Francia e 2° in Germania), è più consistente di quello del collega Renault Fisichella. In questa fase la "Régie" appare davvero in difficoltà: le gomme soffrono oltremodo la calura estiva, e si fa sentire anche l'abolizione del "mass damper", lo stabilizzatore dell'avantreno che la FIA vieta in corso d'opera. La Ferrari, però, non ne approfitta come dovrebbe e spreca qualche occasione di troppo. In Ungheria, ad esempio, con Alonso ko per un dado male avvitato, Schumi (2°) sceglie di rimanere in pista con le gomme intermedie, ormai usurate dalla traccia asciutta, per evitare di perdere tempo e posizioni ai box. Risultato? Non riesce a tenere il passo altrui e finisce per scontrarsi con l'ostico Heidfeld, buttando al vento almeno i 5 punti del 4° posto. In Turchia (27 agosto), nel giorno del primo hurrà di Massa, è la squadra a sbagliare grossolanamente: Schumi viene fatto rientrare ai box nello stesso giro del brasiliano, nel tentativo di sfruttare la neutralizzazione della Safety Car; la tattica non funziona e fra le due 'rosse' si inserisce Alonso, che accoglie l'insperata seconda piazza come un dono dal cielo. Il colpo di coda di Schumacher, il quale ufficializza al GP d'Italia il ritiro dalle competizioni, è però strepitoso: domina a Monza (con Alonso prima penalizzato e poi ritirato) e tre settimane dopo in Cina, dove infila le due Renault con manovre capolavoro. La mazzata, comunque, è dietro l'angolo. A Suzuka, infatti, quando ormai si profila il sorpasso in classifica (Schumi guida la gara davanti ad Alonso, salirebbe a +2), il motore della Ferrari numero 5 cede di schianto dopo ben 6 anni: Alonso ringrazia, si aggiudica la prova e mette di fatto la parola fine al campionato. Con 10 lunghezze di vantaggio, ad una sola gara dal termine, è praticamente irraggiungibile. In Brasile (22 ottobre), difatti, lo spagnolo si laurea campione per la seconda volta in carriera, anche se la scena è tutta per Massa, clamorosamente profeta in patria, e per Sua Maestà Schumacher: il tedesco, attardato dall'ennesimo intoppo (foratura), saluta con una prestazione da urlo (rimonta 1' e chiude 4°), dimostrandosi anche all'epilogo un campione fuori portata.

 

Testi di Luigi Cerone



HOME